Apple watch, la rivoluzione è già stata fatta!

Giorno 26 il mondo della tecnologia cambierà faccia per l’ennesima volta.
L’Italia avrà per la prima volta la possibilità di toccare con mano il prodotto che reinterpreterà la tecnologia indossabile.
Il 26 Giugno approderà in Italia l’Whatch e per l’ennesima volta le tendenze tecnologiche si modificheranno grazie alla Apple inc.
Ma stavolta l’evoluzione avverrà grazie ad un prodotto già vecchio!

Si, e mi piange il cuore da fan della Apple, purtroppo lo smartwatch tanto pubblicizzato sarà già datato ancor prima di arrivare sui banconi degli Apple Store e ad averlo ampiamente surclassato è stata la rivale storica degli ultimi 10 anni, la Samsung, con il suo Gear S.
Ma andiamo per gradi.

Circa cinque anni fa, i grandi guru del settore informatico iniziarono ad annunciare la nascita dello smartwatch di casa Apple, dandogli immediatamente fattezze, specifiche tecniche e nome: iWatch!
Da allora la Apple non ha fatto nulla in merito, sino all’annuncio dell’Watch circa un annetto fa.
In questi quattro anni d’intermezzo, le varie aziende competitrici hanno sfornato prodotti di tutti i tipi, iniziando una vera e propria corsa al prodotto migliore, per non farsi spiazzare, come fu per iPhone e iPad, dall’azienda made in Cupertino.

Fu quindi più la paura, che reali dichiarazioni, a far nascere la moda dei wearable, accessori che interagiscono con il nostro smartphone, possibili da indossare come orologi, occhiali, scarpe “intelligenti” e vestiti hi-tech.

Ma gli smartwatch rappresentano oggi un vero e proprio settore di mercato che movimenta milioni di dollari e interagisce sempre più con utenti non solo esperti, diventando un vero e proprio fenomeno di culto.

Nel mese di dicembre, dopo diversi prodotti tra cui l’elegantissimo Asus ZenWatch, è arrivato in Italia quello che rappresenta ad oggi il top dei device indossabili il Samsung Gear S.
Lo abbiamo provato per mesi, riscontrando pregi e difetti che non possono essere indicati in brevi periodi, come la grande resistenza del vetro curvo da 2″ o le pessime plastiche utilizzate per il carica batteria portatile che sono troppo delicate per un device che va caricato almeno una volta al giorno.
Ma la cosa eccezionale di questo prodotto è l’assoluta indipendenza dal cellulare.

È infatti presente uno slot per nano sim che permette di eliminare totalmente il nostro smartphone ed essere utilizzato se non come unico cellulare, sicuramente come telefono su cui inserire il proprio numero personale.

Lo smartwatch diventa “phonewatch” e il device di Samsung lo riassume perfettamente con un sistema operativo propretario, il Tizen OS, che sopperisce alle continue mancanza di Android Wear, sistema utilizzato solitamente da questi prodotti.

L’Watch che uscirà giorno 26 venderà sicuramente milioni di pezzi sin dalla prima ora di commercializzazione, così come accaduto nelle altri parti del mondo dove il prodotto è uscito, c’è anche chi ne ha comperati due per il proprio cane domestico, e farà ciò con un prezzo altissimo e la qualità esclusiva di Apple.
Ma non sarà una vera rivoluzione per diversi motivi:
Risulta essere praticamente inutile se non accompagnato da un iPhone, dal 5 in poi, visto che non ha una propria sim e pochi sono i programmi autonomi; la versione con vetro zaffiro, tanto pubblicizzata, partirà quasi da 1000 euro; il caricabatterie sarà attivabile sono con il classico cavo e qui la lungimiranza di Samsung ha fatto il grande colpo.

Infatti il Gear S è dotato di una carica batteria che si collega allo smartwatch e contiene al suo interno una batteria in grado di ricaricare il device senza l’ausilio di cavi o corrente esterna, ottimo per essere utilizzato fuori casa e facile da portare anche nelle tasche dei jeans.

Anche il tanto proclamato “caricatore a magnete” di Apple sembra quindi essere già superato dalla concorrenza, ma allora cosa rende questo prodotto tanto importante?
L’attesa!

Ancora una volta Apple ha generato talmente tanta attesa, quasi cinque anni dicevamo, da rendere la fetta di mercato interessata a questo tipo di acquisti, degli utenti con “la bava alla bocca”.
Il prodotto purtroppo arriverà negli Store italiani con un ulteriore handicap: è già in fase di sviluppo la seconda versione del dispositivo con diversi aggiornamenti già confermati!

Quindi per ricapitolare, sempre con il cuore a pezzi da buon Consumer:
Il Samsung Gear S ha il sistema operativo Tizen OS, un display da 2″ visibilissimo al sole, caricabatterie con batteria integrata e, soprattutto, slot per sim.
L’Watch ha dal canto suo il bellissimo WatchOS, un display massimo da 1,5″, chip NFC e tanta, tantissima figaggine a seguito.

D’altronde la moda predilige i device Apple per il solo fatto di essere cool e questo è un dato di fatto, e se per una volta la Apple non innova ma segue l’onda del successo a modo suo, possiamo anche perdonarglielo, dopo aver portato il mondo sul palmo delle nostre mani…

D.D.B.

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