MAZARA del VALLO – La cittadina di Mazara del Vallo è nota ormai in molte parti del mondo per il suo “Satiro Danzante” che, “capitan Ciccio” ha portato alla luce nella primavera del lontano 4 Marzo 1998 e che ora viene presentato, in un nuovo locale, come emblema della cultura mediterranea. Il Museo del Satiro da poco più di un anno è sistemato in una nuova, splendida e modernissima sede, e la statua è seguita con assiduo e solerte amore da, pare, ben 25 dipendenti che curano l’enorme spazio di circa 200 metri quadri mentre, nella biglietteria, un’ addetta stacca il biglietto e quattro colleghe ne garantiscono la sua regolare obliterazione.Un dipendente ogni 8 metri quadri.. ovvero un quadratino per ciascuno di meno di 3 x 3 metri. Ma che quando arrivano i turisti, loro, dove vanno? In realtà, qualche perplessità sulla gestione era nata al riguardo,  giusto mettendoci piede.

Con l’occasione citiamo il collega Giuseppe d’Antonio: …” La situazione diventa ancora più assurda e paradossale se si vanno a spulciare gli emolumenti concessi ai pigri dipendenti. Per una stanza di circa 200 metri quadri , contenente una sola statua, seppure di rilievo mondiale, sono 18 gli addetti pagati 2.500 euro netti al mese e altri 7, per aiutare, part time.  A vegliare sulla sicurezza sono inoltre presenti 6 telecamere.  Un piccolo esercito che non è però in grado di garantire l’apertura del sito durante tutto l’anno.  I 25, o almeno i 18 più pagati, infatti non solo rifiutano gli straordinari ma, attenendosi al loro contratto, limitano la loro opera all’invitare i visitatori a non fotografare la statua.  Cade un fazzoletto a terra? Deve intervenire la ditta delle pulizie, i custodi, per contratto, non lo devono raccogliere. Si fulmina una lampadina?  Stessa musica, anzi peggio.  La lampadina, infatti, deve arrivare a Mazara con un consegnatario da Trapani dopo tutta una procedura: occorre rivolgersi alla Consip e individuare la copertura finanziaria.  Proprio per questo da un po’ di tempo al museo diverse lampadine sono spente.  Intanto a Verona, per citare un caso, l’Arena rimane aperta 365 giorni ed accoglie circa 800mila visitatori (24 volte più di quanti ammirano il Satiro) con 4 custodi. Curiosamente lo stesso numero di addetti che, a Padova, garantisce l’apertura e la vista della Cappella degli Scrovegni a 240mila turisti….”

Ma, a parte il numero dei dipendenti regionali, ecco un altro piccolo particolare che rende questo museo veramente, come riportato da wikipedia, un bell’esempio d’emblema della cultura mediterranea. Il 4 novembre 2014 viene emesso il bando di gara per la climatizzazione del locale , circa 150.000 € , per climatizzare i famosi duecento metri quadri ed i sudatissimi venticinque dipendenti e nel gennaio 2016, dopo aver speso circa 400.000 euro in sei mesi di lavori, ecco che il Satiro ritorna nell’attuale sede: moderna, climatizzata, super affollata di super addetti, e dotata di stupendi giochi di luce e di ombre.. subacquee.. che ricreano la magica atmosfera del mar Mediterraneo e del suo ritrovamento. Insomma un piccolo gioiello di allestimento museale, un vero emblema di “cultura mediterranea..” Ma ci si crede che tutto funzioni alla perfezione ? Manco per niente per ora.

Ad oggi 27 ottobre 2016, nn è disponibile l’energia elettrica per far funzionare l’impiantino di condizionamento ed umidificazione da oltre centomila euro e neppure per deliziarci con il gioco di luci e di mare. Insomma il povero Satiro, in estate, suda anche lui le sette camice e resiste alla tentazione di sciogliersi, mentre i venticinque addetti regionali sudano pure loro le sette camicie per contenere la folla di turisti, difendendo strenuamente i loro dieci metri quadri di spazio vitale.

ENEL – Contatore trifase – Modello “danzante” ?

E l’ENEL ? Ci siamo doverosamente informati recandoci al “punto Enel ” di Mazara, quello di Corso Vittorio Veneto. Nell’orario lavorativo di martedì 25 pomeriggio la responsabile era assente.  La collega ci fissa un appuntamento per il giorno dopo. Giustamente la risposta é quella prevedibile: ma é stata fatta la richiesta ? E quando? Finalmente, con la solerte collaborazione dell’Ufficio Stampa del Comune, ecco che possiamo tranquillizzare sia il Satiro che il personale del Museo. La richiesta all’Enel é stata fatta il 15 settembre 2016, e doverosamente sollecitata questo mese di ottobre, il giorno 7. Certo che ci si pone però  una domanda quasi banale e forse retorica.

Ma visto che già in fase di progetto qualche tecnico-elettricista, dovrebbe aver fatto la somma delle potenze installate, perché mai non é stata richiesta all’ENEL, già nel lontano anno 2015 se non 2014, di aumentare la potenza ? La somma era ben nota già in fase di realizzazione del progetto dell’impianto elettrico e del suo bilanciamento. Dopotutto si trattava di fare una normale richiesta, come già noto, nelle modalità previste dalle convenzioni del Comune con l’ENEL ed in essere da anni. Abbiamo posto la domanda a noi stessi. Ma la risposta si é persa nel vento.

Giorgio Comerio


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2 Risposte

  1. Antonio

    Ma perché non girate questo articolo alla Corte dei Conti? Dovrebbe essere l’istituzione più idonea a fare luce sullo spreco del denaro pubblico.

    Rispondi

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