Daniele Lo Porto

CENTURIPE – Riportare a Centuripe un prezioso reperto archeologico arrivato illegalmente nel Museo di Amsterdam. E’ questa la missione possibile di SiciliAntica, associazione di volontariato che opera da vent’anni nel campo dei beni culturali. Le indagini di Giuseppe Biondi, ingegnere con la passione per l’archeologia e in particolare dei “vasi centuripini”, che da decenni cerca nei musei di tutto il mondo per custodirli in una collezione virtuale su internet, hanno portato ad un’importante e clamorosa svolta. Una bellissima pisside policroma esposta nel Museo Allard Pierson di Amsterdam sarebbe stata trafugata proprio da uno scavo di Centuripe, alla fine degli anni Settanta, e tramite il mercato illegale giunta ad un collezionista tedesco.

“Un lotto di tre vasi di Centuripe fu comprato nel 1997 dal Museo per 35.000 dollari, sul mercato di Maastricht, dal collezionista e numismatico tedesco H. Cahn (morto nel 2002) – racconta Giuseppe Biondi -. Non conosciamo la documentazione che aveva Cahn, il quale probabilmente avrà dichiarato, come succede spesso, di averlo acquistato da una collezione ottocentesca del centro-europa. Una foto prova, però, che fino ad un certo periodo del Novecento il vaso era a Centuripe”.

La foto, o meglio il negativo, al quale si riferisce Biondi fa parte dell’archivio di un fotografo centuripino scomparso e in possesso proprio di Biondi. Tra migliaia di scatti guardati velocemente, Biondi aveva soffermato la sua attenzione proprio su una pisside. Il confronto tra la foto del Museo di Amsterdam e il negativo non lascia dubbi: si tratta dello stesso oggetto. E certa è anche la datazione: 1979, perché il negativo fa parte di un rullino dove è ripreso anche un matrimonio celebrato quell’anno. La pisside sarebbe stata recuperata da tombaroli nel 1979, da un’area archeologica scoperta da poco, e fotografata probabilmente per poterla mostrare a qualche collezionista e poi finita sul mercato nero dei reperti archeologici. Questa è una ricostruzione plausibile.

La presidente regionale di SiciliAntica, Simona Modeo, intanto ha già presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Enna e al ministero per i Beni culturali. Già nei prossimi giorni i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale dovrebbe acquisire i negativi come prova inconfutabile prima di fare formale richiesta al Museo Allard Pierson di restituire il reperto.

“Non è la prima denuncia che facciamo: il territorio siciliano è una miniera di tesori che vengono trafugati ed esportati illegalmente – recisa Simona Modeo -. Alcuni reperti sono stati già restituiti alle autorità siciliane. Speriamo che anche la pisside possa tornare a casa ed essere esposta nel Museo di Centruipe”.

 


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