Felicissima della novità, l’archeologa palermitana Rosamaria Rita Lombardo può vantare un concreto riconoscimento ai suoi studi, condotti da tempo con assoluta dedizione: la Montagna Guastanella, nel Comune dROSAMARIA RITA LOMBARDO  4 (1)i Santa Elisabetta dell’Agrigentino, per la presunta sepoltura nelle sue viscere del re cretese Minosse, è stata nominata per la “Lista dei Monumenti Mondiali che Hanno Bisogno di Attenzione”, definita World Monuments Watch List.

Dal gruppo che ha base negli Stati Uniti, il World Monuments Fund, citata in una lista di 100 siti a cadenza biennale, tra quelli che suscitano maggiore attrazione a livello mondiale, la montagna suddetta, il cui feudo acquistò nel 1947 il padre dell’autrice (Nicolò Lombardo), è stata segnalata dall’autorevole Ray Bondin, ambasciatore Unesco, a seguito della pubblicazione del libro “L’ultima dimora del Re”.

Una millenaria narrazione svela la tomba di Minosse (Fara Editore). Un articolato racconto intriso di passione, dove la studiosa, con agganci leggendario-mitologici che si intrecciano a una memoria storica conservatasi nei secoli sull’ipotetica tomba-tempio del talassocrate cretese in Sicilia, mira a far rivivere una testimonianza “aedica” degli abitanti e frequentatori del sito, suffragata dalla sua tesi di un sito minoico-miceneo che accoglierebbe le spoglie del “re capro”, sul quale ci siamo in precedenza soffermati. L’obiettivo della nomination, con l’appoggio del sindaco Domenico Gueli del Comune di Santa Elisabetta, è quello di ottenere finanziamenti per conferire maggiore visibilità al sito, e rendere possibile una capillare campagna di scavi in loco. Bondin ha ritenuto fondamentale porre in luce l’importanza storico-culturale nonché paesaggistica del sito Guastanella, candidabile per la Lista di Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Motivo in più per donare fascino alla nostra isola, melting-pot di differenti dominazioni, susseguitesi nel corso della storia e fulcro di collegamenti con la civiltà orientale, come si evince dai numerosi spunti del testo. Spazio dunque a mito e leggenda, dalla tradizione orale in dialetto siciliano tramandata alla scrittrice sin dalla tenera età (“Lu re Mini-Minosse è /drivucatu intra la Muntagna di Guastanedda./ È tuttu chinu d’oru/…). Con l’apporto della storia dalla parola perenne che accrescerà la bellezza del Monte Guastanella rendendola, speriamo, imperitura nel mondo.

Anna Rita Fontana

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