TROINA – L’antica capitale degli Altavilla legata anche, quasi miticamente, a ben più antiche tradizioni millenarie e quindi molto più lontane nel tempo rispetto alla gloriosa epoca normanna, non cessa di riproporre, nella sua storia di sempre, preziosissimi tesori, spesso nascosti al nostro occhio disattento, ma incredibilmente evidenti nella nostra memoria collettiva quando li vogliamo ancora una volta sognare, cercare ed apprezzare. Che nella Civitas Vetustissima ci sia ancora molto da tutelare, salvaguardare e valorizzare è notoriamente risaputo. Quindi niente di nuovo sotto il sole, neanche l’interessantissimo complesso architettonico ellenistico-romano scoperto quasi per caso da chi scrive.

Infatti indignato e preoccupato, credo a ragione, per la salvaguardia di alcuni storici orti a terrazza collocati in pieno centro (precisamente sotto la via Conte Ruggero fra la via Campis e la via Idria), dopo avere appreso che l’Ufficio tecnico del Comune di Troina, attraverso l’impiego di un cantiere scuola, ha progettato di intervenire nella zona A del centro abitato per realizzare un moderno parco pavimentato, ho sentito il bisogno di effettuare una ricognizione in tutta l’area allo scopo di poter rilevare dati utili ad una eventuale azione di salvaguardia della zona ad opera della Soprintendenza per i Beni Culturali di Enna.

Nel corso di tale sopralluogo ho scoperto però l’esistenza di qualcosa di molto più importante di quegli splendidi orti a terrazza che dovrebbero lasciare il proprio posto alle aiole presumibilmente in cemento volute dal Comune.

Cioè un’opera muraria pseudoisodoma di notevoli dimensioni e di chiara origine ellenistica nella quale sono ben evidenti dei successivi rifacimenti risalenti quasi sicuramente all’epoca romana in quanto caratterizzati dalla realizzazione di archi ricavati in una parte delle stesse mura attraverso una sapiente rielaborazione delle antiche pietre.

In questo sito archeologico pressoché sconosciuto e praticamente fuso con il centro abitato esiste anche una originale strada romana con pavimentazione in opus incertum ma con la non convenzionale, quanto pratica, introduzione di gradini ricavati sempre dall’antica pietra.

Con questo singolare contesto architettonico, ben delimitate dalle mura ellenistiche, si fondono alcune panoramiche terrazze che secondo i progetti promossi dal comune dovrebbero perdere la propria tradizionale connotazione di orti.

Tali opere sono ulteriormente impreziosite dalla suggestività architettonica e paesaggistica rappresentata dall’antico complesso di origine arabo-normanna, nel quale è anche presente l’influenza di altre culture (non escluse la bizantina e l’ ebraica).

Uno spettacolare paesaggio sul quale campeggia maestoso il monte Etna costituisce da sempre lo sfondo ideale per la fisionomia globale di questo meraviglioso contesto architettonico ed archeologico dove sorgono fuse in una unica armonia ,in aree sopraelevate che dominano sui meandri della antica grande Qaṣba , le antiche opere murarie e stradali ellenistico-romane e la città arabo-normanna.

Marco Miceli

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