CASSARO  – Si è concluso, per il quarto anno consecutivo, il progetto “Lungo le tracce di Paolo Orsi” che ha visto protagonista la equipe scientifica del Centro Studio Ibleo – coordinata dal presidente l’antropologo Giuseppe Garro e dall’ingegnere Lina Blancato – insieme ai membri del Centro Ibleo di Ricerche Spele-Idrogeologiche di Ragusa (CIRS), con l’alto patrocinio del Comune UNESCO di Cassaro, il patrocinio dell’Assessorato ai Beni culturali della Regione Siciliana, del Dipartimento regionale Azienda foreste demaniali di Siracusa, dell’Unione dei Comuni Valle degli Iblei in stretta collaborazione con la Soprintendenza di Siracusa (U.O. 04).

Quest’anno l’area di interesse è stata identificata all’interno della R.N.O. “Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande” patrimonio UNESCO dal 2005. In particolare la campagna si è concentrata su un sito del tutto inedito alla comunità scientifica, denominato Grotta Stella, sul quale sono stati svolti rilievi e catalogazioni al fine di tracciare e far emergere tutte le strutture preminentemente visibili: «Questi dati raccolti – asserisce l’ingegnere Lina Blancato – ci permettono di sviluppare una base planimetrica complessiva dell’area, capire il modo in cui le emergenze archeologiche, ivi conservate, dialogano tra loro e controllare lo stato di conservazione e di degrado del sito stesso». Secondo Rosario Ruggeri, presidente del CIRS di Ragusa:  «L’iniziativa del Centro Studio Ibleo si inserisce all’interno di una corretta prospettiva scientifica contribuendo ad arricchire la conoscenza di un territorio ad alto interesse storico ed archeologico. Il nostro principale contribuito al progetto, come CIRS, – continua il geologo – è stato: favorire nella fase di risalita e discesa del pendio i membri della equipe, l’armo in artificiale della parete della grotta e l’assistenza, in fase di risalita e di discesa, dei rilevatori durante la fase di rilievo attraverso l’aiuto di strumentazione speleo-topografica e geostrutturale»

10645136_4876813493615_7211269671107120498_n«Lo studio effettuato – sostiene Giuseppe Garro, responsabile della Campagna, – non solo ci consente di riaprire il quadro riguardante sugli studi scientifici all’interno della più grande ne cropoli d’Europa, qual è Pantalica, ma anche di cogliere alcuni aspetti di quella cultura sociale che va al di là dell’aspetto funerario cui sono dediti i principali studi sull’area, allargando, tra l’altro, il raggio d’interesse, storico-archeologico ed antropologico, di circa 6 km dalla vasta Necropoli Nord. Le analisi appena ultimate ci consentiranno di stabilire, con più precisione, il ruolo che questo ipogeo occupava all’interno della Valle dell’Anapo». «L’iniziativa del Centro Studio è meritevole e di grande interesse – conclude Nello Pisasale, sindaco del Comune di Cassaro –. La nostra amministrazione è al fianco degli studiosi che hanno deciso di investire le proprie energie e competenze per il nostro territorio. Abbiamo infatti aperto una sinergica collaborazione con il CSI per l’ampliamento dell’offerta turistica del territorio cassarese, puntando le nostre energie su ciò che realmente possiamo offrire non solo come comunità ma anche come paesaggio sia esso ambientale che culturale».  Il progetto ha visto la collaborazione di diverse strutture pubbliche e private. In particolare si ringrazia il dirigente del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale Azienda foreste e demanio di Siracusa  Antonio De Marco e i dirigenti Filadelfo Brogna e  Giuseppe Cusumano nonché tutti dipendenti forestali della R.N.O. Pantalica, Valle dell’Anapo e Torrente Cava Grande, la Soprintedenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa e nello specifico Maria Musumeci, la DeArte e Giuseppe Tolaro per il forte sostegno.

 

 

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