Palermo – Alla fine è stata trovata una sintesi: maggioranza e opposizione del parlamento siciliano saranno presenti all’elezione del nuovo Capo dello Stato. Sono il presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone (Udc), il governatore Rosario Crocetta (Pd) e il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone i tre grandi elettori che rappresenteranno la Sicilia all’elezione del Presidente della Repubblica.

L’esito però non era affatto scontato, perché com’è noto, da tempo, tra Crocetta e i parlamentari dell’Ars (di maggioranza e dell’opposizione) non v’è, per dirla con un eufemismo, feeling.

Neanche questa votazione si può considerare una pacificazione politica tra  Crocetta e il parlamento regionale. Infatti, il governatore ha ricevuto solo 37 voti, molti meno rispetto alla sua maggioranza, che in teoria dovrebbe vantare 46 deputati. Il più votato è stato il presidente dell’Assemblea, Giovanni Ardizzone con 44 preferenze, quindi Crocetta e terzo il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, che ha raggiunto quota 31. È rimasto fuori, con 23 voti, Valentina Zafarana del M5S, che ha preso, però, nove voti in più del numero dei membri del suo gruppo. Ottantuno i deputati presenti in aula, nove gli assenti (sei nella maggioranza e tre nel Ncd).

Il presidente dell’Ars Ardizzone ha tracciato il profilo del suo Presidente della Repubblica ideale: “Andremo a votare – ha detto – con lo spirito di chi vuole rappresentare i siciliani nel migliore dei modi. Il parlamento ha deciso di scegliere due figure istituzionali come me e il governatore Crocetta, oltre a un deputato dell’opposizione come Marco Falcone, nel pieno rispetto del dettato costituzionale. Il mio identikit del nuovo presidente della Repubblica? Penso a un uomo che ha già rappresentato le istituzioni al massimo livello e che sia relativamente giovane”.

Proviamo  a indovinare. Si riferisce, per caso, a Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camere e leader dell’Udc, il partito di Ardizzone?

Salvo Grasso

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