di Katya Maugeri

La lettera aperta concernente la questione degli “Argenti di Morgantina” che, il 18 novembre 2014, l’Archeoclub“Aidone-Morgantina”, ha indirizzato al ministro Franceschini, al presidente Crocetta e all’assessore Antonio Purpura,  non ha avuto alcun riscontro.
Non avendo le istituzioni competenti data alcuna risposta, l’Archeoclub ha promosso una seconda lettera aperta.

Gli argenti, noti come il “Tesoro di Morgantina”, costituiscono il più importante insieme conosciuto di oreficeria proveniente dalla Sicilia ellenistica. Trafugati nel 1980 dai tombaroli dal sito della città siculo-ellenistica, furono venduti a Robert Hecht, il quale li cedette, nel periodo 1981/1984, al Metropolitan Museum di New York.
Nel 1987 l’archeologo prof. Malcolm Bell III – da anni direttore degli scavi nel sito siciliano di Morgantina – riconosciuto in quegli argenti l’oggetto dello spettacolare rinvenimento clandestino di cui si parlava ad Aidone qualche anno prima – ne informò le autorità italiane. La battaglia per la restituzione del tesoro di Morgantina, protrattasi per oltre vent’anni, si concluse solo nel 2006 quando Philippe de Montebello, direttore del Metropolitan, sottoscrivendo l’accordo con la Repubblica Italiana, si impegnò a restituire gli argenti, imponendo come contropartita la clausola del prestito periodico quarantennale. Sulla scorta di tale accordo, il tesoro dovrà essere “prestato” per quattro anni al Metropolitan e quindi rimpatriato. Dopo i successivi quattro anni, il ciclo prestito/rimpatrio riprenderà e continuerà per i prossimi quarant’anni. Le recentissime indagini tecnico-scientifiche condotte sugli “Argenti” hanno evidenziato la loro intrinseca fragilità dovuta a linee di frattura in evoluzione e a fenomeni di degrado in corso.
Per tale motivo, la comunità aidonese e varie associazioni culturali si oppongono al trasferimento dei reperti.
Fra l’altro, la loro lunga assenza priverà il Museo Archeologico di Aidone, dove sono esposti dal 3 dicembre 2010, di preziosi reperti che studiosi e visitatori anelano di vedere e ammirare nel contesto di provenienza. Tutta l’Italia sarebbe privata di una pregevolissima fonte di attrazione culturale e turistica.
Per tutelare il “Tesoro di Eupòlemos”, l’Archeoclub “Aidone-Morgantina” chiede alle autorità in indirizzo, di attivarsi, agendo in sinergia con gli Istituti competenti, per indurre il Metropolitan Museum di New York a ridiscutere l’accordo firmato nel 2006.

Alessandra Mirabella, Presidente dell’Archeoclub “Aidone-Morgantina.

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