POLIZIA1-4

Operazione “On Friday” – la Squadra Mobile di Ancona ha effettuato quattro arresti e denunciato altre tre persone a piede libero, dopo due anni di indagine derivanti da un’altra inchiesta, attraverso la quale nel 2014 vennero scoperti gli autori di rapine ai danni di uffici postali di Jesi e Candia.

Il nome del blitz deriva dal fatto che le rapine avvenivano di venerdì, i banditi, specializzati in assalti agli istituti di credito, entravano in azione tra le ore 14 e le ore 16, quando si sta per chiudere al pubblico gli sportelli, la clientela è meno affluente e sta per attivarsi l’apertura temporizzata del bancomat.

Tre uomini agivano a volto scoperto, mostravano i taglierini per minacciare gli impiegati e non si facevano alcun scrupolo a rinchiudere i clienti in altre stanze, pur di raccogliere il bottino.

Gli uomini della Sezione Criminalità Organizzata, guidati da Virgilio Russo, eseguendo l’ordine di custodia cautelare emesso dal Gip Antonella Marrone, su richiesta del Pm Rosario Lionello, hanno arrestato Salvatore Sapia di 55 anni, catanese, ma residente a Pianello di Ostra, ritenuto organizzatore e basista di almeno due rapine compiute a Marina di Montemarciano (AN) il 28 febbraio 2014 e il 23 maggio 2014 alle filiali della Banca Popolare di Ancona e di Banca Marche.

Arrestati anche i tre presunti esecutori materiali: Vincenzo Torrisi, 39 anni, fermato a Catania, Antonio Bulla, 29 anni e Antonino Della Vita, 50 anni, che si trovavano già in carcere a Caltanissetta e Catania. Denunciate due donne residenti a Jesi e Senigallia e un catanese residente a Roma, accusati di aver dato alloggio ai banditi.

I malviventi agivano con una modalità operativa consolidata, dopo essere atterrati all’Aeroporto di Falconara Marittima, mettevano a segno le rapine e ripartivano alcuni giorni dopo

Secondo l’accusa Salvatore Sapia avrebbe organizzato i colpi a danno delle Banche, accompagnato e atteso gli esecutori con un’auto rubata e fornito loro il supporto logistico sfruttando le sue amicizie. Le auto rubate venivano poi abbandonate per concedere ai rapinatori una fuga su mezzi ‘puliti’.

Dalle rapine prese in esame, risulta che, il bottino rubato ammonta a 280 mila euro, ma gli inquirenti non escludono che la banda possa essere artefice di altri furti.

Anna Agata Mazzeo

 

 

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