Salta la seduta dell’Ars per assenteismo: presenti solo 9 su 90 deputati. All’ordine del giorno la votazione del Dpef. Il vicepresidente Antonio Venturino non verifica il numero legale, impedendo così che venissero multati gli assenteisti. Esplode l’ira del M5S: “la sanzione avrebbe fruttato 16 mila euro” alle casse pubbliche

Erano appena in 9 su 90 i deputati presenti a Sala d’Ercole, dove all’ordine del giorno c’era la votazione di un provvedimento importantissimo come il Dpef. Ma evidentemente i deputati siciliani erano impegnati in faccende più serie. È stato un déjà-vu, una seduta lampo come purtroppo se ne sono viste tante negli ultimi tempi, che ha fatto esplodere l’ira dei pentastellati. Tanto per renderci conto in febbraio l’Ars si è riunita solo in due occasioni, mentre da gennaio a oggi le sedute sono state appena dieci.

La seduta è durata né più né meno che il tempo di una pausa caffè, esattamente 17 minuti, infatti l’inizio era fissato per le 16.00, ma considerando l’inveterato quarto d’ora di ritardo, è cominciata alle 16.15 e si è chiusa alle 16.32, quando il vice presidente vicario dell’Ars, Antonio Venturino, ha rinviato i lavori al 26 febbraio.

Antonio-Venturino-Ars

Ma la procedura attuata da Venturino, non è andata giù al Movimento 5 Stelle, giacché, secondo i grillini, il vice presidente avrebbe potuto applicare la sanzione di 250 euro di multa a ognuno degli assenteisti. Sarebbe stato puro ossigeno per le casse della Regione: in un sol colpo sarebbero confluiti 16mila euro nelle casse pubbliche.

“Non rispetta – dicono i deputati del M5S – praticamene mai quanto stabilito nella conferenza dei capigruppo e conduce in spregio al regolamento e senza alcun rispetto delle istituzioni. Oggi Venturino non ci ha nemmeno consentito di parlare ex articolo 83, come avevamo chiesto. Il mancato rispetto del regolamento finirà per pesare anche sui bilanci dell’Ars. Venturino ha sciolto l’assemblea per mancanza del numero legale. Ma non avrebbe potuto farlo, perché nessuno l’ha richiesto. Avrebbe dovuto fare votare, cosa che gli avrebbe permesso di constatare la mancanza del numero legale. Ma in quel caso sarebbero scattate le penalità per gli assenti, circa 250 euro a persona, che moltiplicati per il numero degli assenti, avrebbero prodotto un risparmio per le casse pubbliche di circa 16 mila euro”.

Arriva puntuale la replica di Venturino, l’ex pentastellato espulso da Grillo due anni fa.

“Sono stato accusato di non essere imparziale – osserva Venturino – ma ho sempre applicato il regolamento così com’è, facendo l’arbitro dell’Ars. Mentre a Roma i grillini attaccano il governo che ‘si vota le cose da solo’, in Sicilia si attacca la Presidenza perché ritiene giusto che il voto di un atto molto importante e delicato passi dall’esame di un’Aula almeno nella sua rappresentanza legale dal punto di vista numerico. È inutile che i deputati urlino – continua Venturino – non è giusto prestare il fianco a giochini e usare quel pulpito per fare cose che non danno onore al nostro Parlamento. C’è forse qualcuno che scambia Sala d’Ercole per una piazza, per fare quello che qualcuno sostiene essere politica”.

Salvo Grasso

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