Ioppolo: “L’assessore Baccei ci chiede di accendere un mutuo che andrebbe a finanziare il buco di 145 mln creato da un governo inefficiente e incapace”

Mentre scriviamo queste note sta per riprendere all’Ars la discussione per il voto all’esercizio provvisorio, dopo la discusione di ieri.
Sono ancora tanti i temi da affrontare, primo fra tutti la proroga dei contratti dei precari degli enti locali, con  le opposizioni che annunciano battaglia e c’è da giurare che sarà dura e senza esclusione di colpi.
Quello che l’Aula si appresta a votare è un testo corposo, dal momento che alcune norme stralciate sono rientrate nell’esercizio provvisorio di bilancio, dopo il via libera della Commissione, con l’aggiunta dei subemendamenti presentati dai gruppi.
Per alcuni capitoli di spesa, come gli stipendi per i dipendenti regionali, la copertura si estende fino alla fine dell’anno, per altri, come precari, forestali e tutti quei lavoratori degli enti collegati alla regione, i fondi basteranno a stento fino ad aprile.ars
Si recupererà con la finanziaria attreverso due voci da sempre complicate: la riduzione della spesa, quindi con meno servizi e, ahinoi, l’aumento delle entrate che significa, in soldoni, più tasse per i cittadini.
Fra le norme repuperate quelle che stanziano, per i prossimi quattro mesi, 9 milioni di euro per gli ex Pip; oltre un milione per Sviluppo Italia-Sicilia; le risorese per le iniziative delle associazioni culturali fino a giuno e l’accensione di un mutuo da 145 milioni da destinare ai comuni e alle province.
A Sala d’Ercole si dovrà votare anche la proroga dei contratti di 22 mila precari degli enti locali e quella per i dipendenti delle Camere di Commercio.
Insomma, c’è pane per i denti delle opposizioni che sono sul piede di guerra, con il M5S che torna a chiedere con forza le dimissioni di Crocetta e l’on. Forzese che tenta si smorzare i toni ritenendo inutile l’opposizione al governatore.
“Viviamo in una Sicilia profondamente spaccata in due – spiega Forzese –  e la giornata di ieri in Aula  non ha fatto altro che confermare questa tesi, ora più che mai urge restare uniti e supportare l’operato del presidente Crocetta e di tutta la giunta che ogni giorno lavora per il bene dei siciliani. Non ha senso, a mio avviso, sollevare polveroni inutili: restiamo calmi e andiamo avanti tutti insieme, al fine di non peggiorare una situazione già logora”.
E’ lapidario, invece, l’esponente della opposizione all’Ars, Nello Musumeci, nel suo in Aula: “E’ giunto il momento di riaprire un confronto serio col governo di Roma sulla concreta attuazione delle norme finanziarie dello Statuto. Senza complessi di colpa o di inferiorità. E Crocetta non ha la necessaria autorevolezza per farlo.”
“Se servono tagli e risparmi, perché non si procede alla liquidazione delle Partecipate mangiasoldi, o alla chiusura di Riscossione Sicilia, una tortura sofisticata per i contribuenti siciliani che costa alle casse regionali decine di milioni di euro? – prosegue il leader dell’opposizione – Perché non si scioglie l’Esa e si trasferisce il personale all’assessorato Agricoltura? Perché non si chiudono i dieci Istituti per le case popolari, quasi tutti diventati coacervi del malaffare e dell’inefficienza?”.
E conclude:”Non ci interessano le guerre interne tra Crocetta e l’assessore Baccei, il proconsole romano mandato da Renzi: ci dica il governo regionale quali riforme vuole fare e quando vuole cominciare a farle. E ci dica Renzi quando vuole restituire alla Sicilia quello che le è stato negato per troppo tempo.”
Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, che avverte “senza l’intervento dello Stato si va verso il fallimento della Sicilia”.
Sul mutuo di 145 milioni interviene con forza il deputato della Lista Musumeci, Gino Ioppolo che parla di “incapacità del governo Crocetta”.
“Il governo regionale ha creato nello scorso esercizio finanziario un buco di 145 mln che ora l’assessore Baccei ci chiede di ripianare, con la pretesa di accendere un mutuo che andrebbe a finanziare il disavanzo creato da un governo inefficiente e incapace”.  “Il governo Crocetta non ha saputo, nel momento in cui era richiesto, trovare copertura per le esigenze di investimento di comuni e province siciliane”.
“Questi 145 mln – ha aggiunto Ioppolo – somme scritte in bilancio nel precedente esercizio finanziario, sono state spese pur non essendo mai stati contratti dalla Regione i mutui autorizzati: il primo lo scorso gennaio di 90 mln e il secondo in agosto, di altri 55 mln. Questa è la prova dell’inefficienza del governo ventriloquo di Crocetta, che parla con due voci discordanti, quella dell’assessore Baccei e quella del governatore”.
Duro anche l’attacco del vice presidente vicario, Antonio Venturino,  all’assessore al Bilancio Alessandro Baccei: “La soluzione ai problemi della Sicilia non ritengo sia da limitare alla linea dei tagli a cui ci obbliga il governo centrale, qua bisogna trovare denaro in entrata e la questione è tutta legata alle imposte che dovrebbe incassare la nostra Regione. E’ facile arrivare in Sicilia e tagliare – spiega il vice presidente vicario dell’Ars – qua si tratta di avere una capacità di visione politica complessiva nella consapevolezza che se da un lato vanno eliminati gli sprechi dall’altro bisogna indicare le proposte utili a favorire entrate. A che serve mantenere un assessore tecnico, peraltro imposto da Roma?”, si chiede Venturino. “A questo punto, meglio un politico deputato, che si avvale di un consulente tecnico ma che si assume tutte le responsabilità che fanno capo alla politica. Siamo in grado di farci del male da soli, non era necessaria la professionalità di Baccei”, ironizza Venturino, che conclude: “Abbiamo bisogno di una politica capace di visioni e non di allucinazioni”.
Insomma, in Aula dal pomeriggio di oggi saranno scintille e per il governo si prevedono ore di passione lungo la via crucis della discussione che porterà al voto.

S.R.

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