Lista Musumeci: “Sul mutuo maggioranza e governo parlano con due voci discordanti”. Forconi a Palermo con la carriola delle macerie dell’economia siciliana.

PALERMO – È la Finanziaria il tema caldo della politica regionale. In seno alla maggioranza si registra più di un mal di pancia con i partiti che chiedono maggiore coinvolgimento e le opposizioni che parlano di rischio default. A complicare le cose il voto sul mutuo da  1,7 miliardi che se approvato condannerebbe i siciliani a trent’anni di debiti e di tasse ai massimi livelli. Cifra destinata a pagare soprattutto i debiti relativi al settore della Sanità.
Ieri, all’Ars,  la maggioranza  è andata sotto e il provvedimento fa marcia indietro e torna in Commissione bilancio.  E’ il segnale che il “commissario romano”, il responsabile all’Economia Alessandro Baccei, è stato, di fatto, sfiduciato dai sostenitori del governo regionale.
“La maggioranza questo mutuo non lo vuole, ci sono due voci discordanti al suo interno, l’una dei pochi presenti, l’altra della maggioranza latitante in Aula anche quando bisogna fare quadrato attorno ad un provvedimento che il governo aveva descritto come di primaria importanza”. Lo dicono i deputati di Lista Musumeci, Nello Musumeci e Gino Ioppolo dopo l’approvazione all’Ars della richiesta formale delle opposizioni di rinviare in commissione bilancio il ddl che autorizza la Regione a stipulare un mutuo di due mld. “Così come nella maggioranza, due sono le voci discordanti all’interno del governo, una quella del governatore Crocetta, un’altra dell’Assessore Baccei, in totale disaccordo sulle iniziative che dovrebbero salvare la Sicilia da un default ormai prossimo “.
“La partita si giochi adesso al tavolo romano – affermano i deputati che hanno appoggiato il rinvio in commissione –  occorre però che ad intraprenderla sia un presidente della Regione autorevole e capace”.Schermata 2015-01-28 alle 14.11.44
Intanto, oggi,  a Palazzo D’Orleans il movimenti dei Forconi hanno consegnato  una carriola piena di quelle macerie di cui parla Alessandro Baccei nel documento di Programmazione economica e finanziaria.
“Solo un pochino di sano realismo – dice il leader Mariano Ferro – per mettere il sigillo ad una verità certificata dall’assessore all’Economia, scelto non dai gufi ma da Graziano Delrio e che imporrebbe per coerenza le dimissioni di questo Governo”.
“Baccei dice che per la Sicilia non c’è speranza – incalzano i Forconi – mentre le piccole e medie imprese, che già da tempo avevano intuito qualcosa di simile, pagano il prezzo altissimo del disastro”
“ Non siamo disponibili a farci togliere tutto quello che abbiamo fatto in una vita di lavoro – conclude Ferro – piuttosto preferiamo distruggerlo con le nostre mani”.
È l’ennesima conferma che la Sicilia rotola sempre più verso il baratro mentre il governo Crocetta annaspa nel tentativo maldestro di restare in sella sulla pelle dei siciliani.

S.R.

 

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