Da un un rapporto di 1279 pagine della Guardia di Finanza emerge che i gruppi parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana con i fondi pubblici hanno pagato di tutto: raccolte di fumetti, tablet, necrologi, pranzi e regali di nozze. Ma pure salumi, bistecche, bollette ENEL e canoni RAI che avrebbero dovuto pagare gli onorevoli. E, a testimonianza del fatto che all’ARS ci sono tanti gentiluomini, anche mazzi di mimose. E così la Procura della Repubblica di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati 97 persone fra le quali 83 politici (di cui una trentina rieletti e in carica) e 14 consulenti dei gruppi.

Naturalmente adesso tutti a criticare. Ma pensateci un po’: spendere soldi in un periodo di crisi come questo aiuta o no a mantenere in piedi l’economia? Che ne sappiamo, può darsi che i salumi dei gruppi parlamentari abbiano salvato una salumeria dalla chiusura. Lo stesso vale per le 14 cassate per un totale di 43 kg. E come si può criticare uno che si è fatto rimborsare dal proprio gruppo 279,95 spesi in libreria per libri e una collana di jazzisti cubani? Prima tutti a lamentarci che l’ignoranza avanza, poi quando c’è qualcuno che spende per coltivare la mente puntiamo il dito, eh?

Secondo me hanno fatto benissimo.

Come dite? Qualcuno si è fatto pagare anche l’ICI e qualche polizza assicurativa personale?

E no miei cari, questo non è vero. Si sono fatti solo anticipare i soldi. Ah, i regolamenti proibiscono di farseli anticipare per spese personali? E voi sempre a spaccare il capello in quattro, siete. È l’ARS, non il parlamento tedesco, e che diamine! Un po’ di flessibilità mediterraneafiorisoldi, no?

Come? Qualcuno il “prestito” non lo ha ancora restituito?

E va beeeneee… quantomeno i soldi sono serviti a fare opere di bene. A sé stessi, d’accordo, ma anche i parlamentari regionali sono esseri umani e “tengono famiglia”. O vogliamo discriminarli?

Carlo Barbieri

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