Seguendo il buon esempio degli onorevoli nazionali, che in occasione delle festività di fine anno si sono presi un bel mese di vacanza, i loro omologhi della maggioranza del governo siciliano hanno deciso di emularli, anticipando autonomamente le vacanze, fregandosene che la loro assenza in massa dall’aula avrebbe messo in gravi ambasce l’esecutivo che si è visto bocciare il Dpef 2016-2018.

Questo a dispetto di una nuova e più forte maggioranza rinvigorita, a detta di qualcuno, dalla recente mozione di sfiducia del M5s andata a vuoto e dall’appoggio di Ncd, che ha gettato definitivamente giù la maschera votando compatto anche in questa occasione a favore del documento governativo. Ma a niente è servito il voto degli alfaniani, infatti, in virtù dei 30 vacanzieri della maggioranza e dei due astenuti del Megafono (Antonio Malafarina e Giovanni Di Giacinto), la maggioranza è andata sotto e il Dpef è stato bocciato.

La votazione che si è conclusa con 21 voti favorevoli e 21 voti contrari.

Hanno votato a favore del Dpef i deputati presenti del Pd, del Pdr e di Ncd. Contro i  13 grillini, che hanno avuto il merito di scoperchiare la pentola richiedendo la votazione palese. Al M5s si sono uniti i parlamentari di Forza Italia (con l’unico presente, che paradossalmente si chiama Giorgio Assenza), la deputata del Pdi Bernadette Grasso, la Lista Musumeci con Ioppolo e Musumeci, Mpa  con Lombardo e Greco, e due deputati del gruppo misto Fazio e Riggio.

È scoppiata la bagarre in aula

Quando la maggioranza (per così dire, visto che per l’ennesima volta è stata battuta)  ha manifestato di riproporre a sala d’Ercole lo stesso ordine del giorno per l’approvazione del documento economico e finanziario, i deputati d’opposizione hanno preso la parola, uno dietro l’altro, manifestando la propria contrarietà, considerandola “una forzatura”.

Il vice presidente dell’Ars, Giuseppe Lupo, ha chiuso la seduta, respingendo di fatto la proposta avanzata dai “democratici” di andare al voto già oggi, rinviando i lavori alle 16 del  29 dicembre, come già stabilito da calendario e con all’ordine del giorno il proseguimento della discussione sul Dpef: “Non sussistono le condizioni – ha detto Lupo per procedere oltre con la seduta”. “Prima della seduta – ha aggiunto – si terrà una conferenza dei capigruppo dove si potrà discutere anche del voto di oggi”.

I Grillini chiedono le dimissioni di Baccei e tuonano contro la maggioranza: “Bocciato il Dpef, ora Baccei si dimetta. Grazie alla richiesta di volto palese del M5S, il documento di programmazione economica è stato bocciato da sala d’Ercole. È la palese e plastica dimostrazione – dichiarono i pentastellati – che al di là delle dichiarazioni di circostanza e dell’interessata bocciatura della mozione di sfiducia a Crocetta, questo governo non ha la maggioranza per governare una Regione ormai letteralmente allo sbando”. “Le numerosissime assenze oggi in aula – soggiungono i grillini – dimostrano quanto i deputati, che erano presenti in gran massa a sala d’Ercole per difendere le loro poltrone in occasione della sfiducia al governatore, tengano alle sorti della Sicilia. L’aula oggi si è resa conto che il documento che si voleva approvare era solo un testo vuoto, un mero libro dei sogni, senza né capo né coda. Baccei ne prenda atto e presenti l’unica cosa sensata che può sottoporre in questo momento alla pubblica opinione: le sue immediate dimissioni”

Secondo Nello Musumeci, leader del La Destra, a questo punto sembra inevitabile il ricorso all’esercizio provvisorio:

“Il sogno del Bilancio 2016 senza ricorrere all’esercizio provvisorio è svanito sotto il tiepido sole di una giornata prenatalizia. In aula due deputati dissidenti della maggioranza e l’assenza di altre decine hanno messo il governo in minoranza subendo la bocciatura del Dpef. A questo punto tutto ricomincia daccapo. L’esordio del governo quater avviene con una sconfitta nell’atto più qualificante dell’azione politica qual è appunto il Bilancio. A pagarne le conseguenze saranno ovviamente le categorie più deboli”.

Vincenzo Adalberto

 


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