Musumeci: “Bisogna distinguere tra la condotta della società di gestione, sulla quale permangono zone d’ombra, e gli obiettivi infrastrutturali”

 di Salvo Reitano

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato, all’alba di questa mattina, la terza manovra finanziaria dell’anno al termine di una giornata di vera passione, piena di tensioni, scontri e ripensamenti, che ha visto il governo Crocetta battuto più volte in aula.
Il documento, alla fine, è stato approvato con 42 voti favorevoli, 21 contrari e un astenuto.
Lo scontro finale, inevitabile, si consuma sulla Tabella H con alcuni deputati schierati a difesa degli enti a loro vicini e Nello Musumeci, presidente della commissione Antimafia e leader dell’opposizione all’Ars che, paradossalmente, interviene a favore dell’Istituto Gramsci “che opera in un’area culturale – dice – mille miglia lontana dalla mia, ma chi ha un minimo di buon senso non può disconoscere che da oltre 40 anni svolge una funzione di servizio alla cultura europea di grande valore”.
news_img1_64146_arsAnnullata la stretta sui forestali per i quali passa solo la copertura degli stipendi;
soppressa la norma che consentiva l’aumento di capitale del Maas (Mercato agricolo siciliano) e della SIS (Società interporti siciliani) sponsorizzata da Confindustria e difesa ostinatamente dallo stesso Governatore. Ritirato l’emendamento del governo che bloccava le pensioni integrative nell’amministrazione regionale e in enti collegati e società partecipate; riscritta al ribasso la norma sui contributi alle pensioni.
I
nsomma, una vera disfatta per Crocetta e i suoi, usciti malconci da questa terza manovra finanziaria dell’anno che, di fatto, consente solo il pagamento di migliaia di stipendi e poco altro, caricando i siciliani di altri debiti con l’accensione di un mutuo da 55 milioni,
Dicevamo della Società interporti siciliani, c
ara a Confindustria, per la quale è stato soppresso il finanziamento di 8,5 milioni per l’aumento di capitale, nonostante lo stesso governatore, pur di far passare la norma aveva proposto un emendamento per legare il finanziamento alla presentazione di un piano industriale.
Niente da fare, la maggioranza ha trovato un muroall’interno del PD e la ricapitalizzazione è fallita. “La soppressione mostra il vero volto di una maggioranza che litiga su ogni questione”, dice Luca Sammartino. Che denuncia: “Così si rischia di perdere 180 milioni di euro di fondi Cipe”.
Non la pensa allo stesso modo Nello Musumeci, che dai banchi dell’aula tuona:
“Sugli Interporti in Sicilia bisogna distinguere tra la condotta della società di gestione e gli obiettivi infrastrutturali. Sono assolutamente d’accordo con la necessità di avvicinare la Sicilia ai grandi mercati d’Europa attraverso mirati investimenti, ma sulla Società Interporti siciliani permangono zone d’ombra sulle quali il governo ha il dovere di fare piena luce”.
“Chiediamo che si istituisca un tavolo tra governo regionale, enti locali e ministero per le Infrastrutture per far luce sui lati oscuri della gestione della società e verificare se ci siano state responsabilità interne e tentativi di condizionamento mafioso. Il governo –
conclude – intraprenda su tutte le società a partecipazione di capitale pubblico un serio e corretto monitoraggio”.

Salvo Reitano

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