di Agnese Maugeri

Catania – “Ut pictura poesis” diceva Orazio “come nella pittura così nella poesia”, un connubio antico fatto di armonie fusillo-sicilia-journale corrispondenze, un dibattito lungo secoli quello che vede protagoniste la pittura e la poesia così legate eppure cosi diverse. Il maestro Concetto Fusillo è risuscito in questo laborioso intento, visioni diametralmente opposte come nord e sud, presente e passato, unite nella sua arte.

La mostra di Fusillo “Federico II. La scuola poetica siciliana e il Monferrato” sarà visibile al Castello Ursino dal 4 aprile al 4 maggio, nello stesso periodo in cui si terrà un’altra illustre esposizione quella di Pablo Picasso.

Le opere di Fusillo partono da un’analisi accurata delle fonti documentarie, si tratta di “Archivio Pittura” uno studio storico che incontrandosi con i poeti siciliani è diventato anche una riscoperta di quell’amor cortese che veniva profuso nei componimenti antichi.

Poesia e pittura ancora una volta accostate e accomunate in mostra entrambe a raccontar di una Sicilia dove l’amore per la cultura e l’arte era la fonte di vita e di ispirazione primaria. La scuola siciliana sviluppatasi nel periodo di Federico II è stata una corrente filosofico-letteraria fucina di numerosi talenti, a loro si deve la nascita della poesia lirica in volgare siciliano ma il merito eccelso va al suo fondatore e promulgatore Jacopo Da Lentini padre indiscusso del sonetto.

Durante la conferenza stampa di presentazione della mostra abbiamo incontrato il Maestro Fusillo, il curatore Carlo Prosperi e l’assessore ai saperi e alla bellezza condivisa Orazio Licandro che ci hanno spiegato la mostra, e l’importanza dell’arte e della sua funzione nella nostra società, rispondendo alle nostre domande.1159279_1403616606-U10301724775505UwB-U10301734416624upB-224x197@LaStampa-ASTI-kRbG-U10301734416624upB-568x320@LaStampa.it

Maestro Fusillo la sua mostra sarà esposta insieme ai quadri di Picasso, quali sono stati gli elementi che hanno ispirato le sue opere?

«Sono molto onorato di esporre le mie opere in concomitanza con la mostra di Picasso, oltretutto in questo bellissimo castello fatto erigere proprio da Federico II colui a cui la mia mostra è ispirata, insieme ai poeti della scuola siciliana e ai rapporti con il Monferrato. Questi quadri nascono da un bisogno mio personale di omaggiare sia Jacopo Da Lentini, fondatore della scuola siciliana e primo grande lirico di questa cultura, che il Monferrato luogo che mi ha adottato da tanti anni, infine è soprattutto un omaggio all’amore gentile. I grandi poeti hanno sempre parlato dell’amore che nasce dalla mente, un sentimento inventato, nelle loro poesie la donna veniva messa su un piedistallo e si raccontava di un tormento che vivevano costantemente, sembra quasi che a questi grandi uomini piacesse soffrire, ma io non credo fosse così, il loro amore era nobile e poetico»

IMG_1974.JPGMonferrato e Catania, nord e sud, la sua vita è un trait d’union tra queste due città ma anche la storia, da lei dipinta, le ha rese più vicine, ci spieghi cosa le accomuna?

«Parlando del Monferrato ho voluto ricordare Bianca Lancia che fu la terza moglie di Federico II, sposata in punto di morte, dalla loro unione nacque Manfredi, un sodalizio che univa la nostra penisola e che ricorre più volte nella storia così come nella mia vita, due luoghi a cui sono molto legato e che ho voluto celebrare. La stirpe degli Aleramici unita a quella degli Svevi, è questo quello che ho rappresentato nei miei quadri, in uno in particolare ho raffigurato l’episodio in cui Guglielmo VI del Monferrato chiese un prestito di un’ingente somma di denaro a Federico II. L’imperatore glielo accordò ma in cambio volle buona parte dei paesi del Monferrato, nel dipinto sullo sfondo appaiono i nomi dei paesi coinvolti in questo accordo e sulla sinistra si può notare l’elefante in pietra lavica simbolo di Catania»

 Carlo Prosperi, lei è il curatore della mostra, come descriverebbe l’arte del maestro Fusillo?

«Fusillo è un caso particolare, un siciliano trapiantato a nord che si è ambientato abbastanza bene perché è un tipoCarloProsperi affabile e socievole, ma ha saputo cogliere anche interessanti analogie tra il nostro Monferrato e Catania, la sua città d’origine, non sono solo affinità storiche ma anche sentimentali del resto l’amore, è amore ovunque. Negli ultimi anni la sua pittura si è evoluta concentrandosi sui documenti d’archivio ha così creato un’arte definita come “Archivio Pittura” perché parte dall’analisi delle carte, le pieghe, le macchie d’inchiostro, elaborando così la grafia in grafica per poi passare al dipinto che si tramuta in disegno, acqueforti e incisioni. Predilige un approccio molto espressionistico i soggetti sono sempre colti in flagranza passionale, in questo caso al disegno si è aggiunto il colore, la ricerca di tinte che evocavano la sua terra d’origine e quindi meridionali, solari, una forte nostalgia tenuta a freno dalla consapevolezza della distanza temporale oltre che spaziale. Lo sfondo però non è nitido, nei suoi quadri vi è un’atmosfera di dissolvenza, i personaggi appaiono come fossero evocati creando una dimensione onirica, una scelta volutamente non finita così come la nostra vita, ognuno potrà attribuire diverse valenze sentimentali guardando le sue opere»

Assessore Licandro, dopo la mostra degli Artisti di Sicilia, adesso il Castello Ursino accoglierà il 506maestro Fusillo e il genio di Picasso. Si può affermare che si tratta di un risveglio di Catania per l’arte?

«Stiamo puntando al massimo possibile e ci stiamo riuscendo, in questo c’è una visione strategica che è legata non soltanto agli eventi ma mira a far mettere radici all’arte qui a Catania. Le mostre sono possibili perché il Castello Ursino insieme al Palazzo della Cultura stanno diventando centro per l’offerta culturale. Abbiamo iniziato a saggiare le possibilità, con la precedente esposizione di Artisti di Sicilia, e abbiamo avuto un successo incredibile, oltre 20.000 visitatori e incassi confortanti. Questo dimostra che anche se stiamo vivendo un momento di forte crisi se c’è una buona offerta le persone scelgono di investire nei valori, nella cultura e nell’arte. Si è oggettivamente un vero risveglio di Catania per l’arte, lo si è potuto vedere anche durante la notte dei musei con le lunghe file ordinate davanti ai palazzi aperti, sembrava una grande città Europea. Se c’è la qualità la risposta è positiva proprio per questo nei prossimi mesi annunceremo mostre addirittura superiori a quelle che abbiamo avuto finora»

Agnese Maugeri

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