Arte: Giovanni Iudice, tra l’ipervisione della realtà e impegno civile

di Katya Maugeri

Dipingere la realtà rendendo la tela carica di emozioni, di turbamento, viva e inevitabilmente d’impatto emotivo, è così che Giovanni Iudice, pittore siciliano, dipinge meticolosamente l’ambiente che lo circonda. Le sue opere sembrano intagliate nella tela, tanto è accurato lo studio dei dettagli. La sua attuale produzione è incentrata sulle tematiche della clandestinità, icona di una parte di mondo contemporaneo, raffigurazione della Sicilia come approdo di una moltitudine di uomini e donne soli, in cerca di speranza, dipinge in maniera coinvolgente rappresentando una realtà in cui i protagonisti trasmettono empatia e umanità toccando le corde dell’emotività di ognuno di noi. Per la sue professionalità, conoscenza della tecnica e dell’esperienza, Giovanni Iudice può essere definito il migliore pittore siciliano contemporaneo. “Umanità”, una delle tele più emozionanti del pittore, è stata scelta come immagine del gonfalone che promuove la mostra “Artisti di Sicilia” presso il Castello Ursino. L’artista racconta in maniera tragica, realistica e simbolica il dramma dell’immigrazione, i viaggi della morte attraverso un mare che sembra essere diventato un infinito cimitero galleggiante. Cadaveri e moribondi, storditi dall’indifferenza. Al centro del quadro, sopra un tappeto di morte, malattia, degrado e ridicoli aiuti, spicca l’unico messaggio positivo: una donna, che solleva un bambino. Il bambino impugna una bandierina verde, la speranza di una nuova vita, di un futuro migliore.

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Tele che raccontano minuziosamente la realtà che ci circonda. Uno sguardo ricco di particolari, rivolto al sociale. Dettagli amplificati dal desiderio di denunciare un disagio sociale/culturale?

«Il mio lavoro, svolgendosi per cicli, riflette le idee del momento caratterizzate sempre da questo mio linguaggio ossessivo della realtà. Una catarsi come iconoclastia legata all’immagine congelata che potrebbe rivelarsi fotografica ma non è la direzione se non quella della alienazione della materia pittorica».
“Umanità” bellissima opera d’impatto, esposta alla mostra del secolo, “Artisti di Sicilia”, presso il Castello Ursino  racconta il sacrificio, le atroci espressioni di chi lotta per la libertà, di chi ritiene necessario evadere dal proprio degrado per raggiungere la “salvezza”. Quanta umanità manca nella nostra società?
«L’opera Umanità, è un mio punto di arrivo di un ciclo tematico, un’opera corale che mi ha permesso di concentrare uno sforzo assoluto del mio dipingere e intendere un messaggio».

4Le tue opere nascono quasi sempre da  scatti fotografici.  Quando finisce lo scatto, e inizia la tela?

«Il mio lavoro ha l’ipervisione della realtà e come tutti i pittori di figurazione sfrutta il processo fotografico come spunto documentale».

 In un’epoca, la nostra, di crisi e mistificazione, in che modo l’arte può diventare un canale da utilizzare per la rinascita culturale?

«In un’epoca di grande confusione mediatica, ove , per arte si è inteso comunicazione anziché espressione, il rischio della mistificazione è grande ed in parte lo stiamo già vivendo. Ma il vero problema per l’arte è una contaminazione selvaggia di culture che porta alla distrazione di massa. L’arte è in sè una rivoluzione scevra da appartenenze e per questo può determinare molti messaggi etici. In genere, la Bellezza come cultura del tempo deve sedimentare informazioni ed espressioni del proprio tempo. Il realismo apre questioni morali di sfondo sociale ed è un arte forse più eletta, non necessariamente politica ma di impegno civile sì. Io mi ritengo operare in quest’ultimo pensiero».

 

K.M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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