Chiara D’Amore

leo matiz FridaAGRIGENTO – “Non sono morta e, per di più, ho qualcosa per cui vivere; questo qualcosa è la pittura”, queste le parole pronunciate da Frida Kahlo dopo l’incidente del 1925 che la costrinse ad affrontare ben 32 operazioni e a sopportare dolori lancinanti per tutta la vita. Un’ artista che è diventata una vera icona, simbolo di un femminismo forte e anticonformista e di una bellezza capace di imporsi al di fuori degli schemi classici. Ed è proprio una mostra fotografica dedicata alla pittrice messicana , “La Passione di Frida” di Leo Matiz, ad inaugurare la Fam Gallery, nuovo spazio espositivo dedicato all’ arte contemporanea.

Leo Matiz, uno dei più grandi fotografi del ‘900, incontra Frida a Città del Messico negli anni ’40 e la ritrae nei suoi scatti a Coyoacan, il quartiere dove la Kahlo abitava fin da bambina. I ritratti immortalano Frida per lo più in primo piano e a mezzo busto e mostrano lo sguardo fiero e sensuale di una donna capace di elevare l’arte a mezzo per far trionfare la vita sulla morte. Quella di Frida è stata una vita segnata dalla sofferenza ma anche piena di sfide vinte e soddisfazioni. Fu moglie dell’artista Diego Rivera, amante di molti personaggi illustri come Lev Trotsky e membro attivo del partito comunista in un periodo in cui la politica inizia ad imporsi come strumento di emancipazione per le donne. André Breton la definì “una surrealista creatasi con le proprie mani”, ma lei negò l’appartenenza al movimento imponendo una pittura dalle tinte forti e contrastanti capace di raccontare non solo il dolore dell’artista, ma anche il suo io più intimo e profondo.

Gli scatti in mostra ritraggono sullo sfondo anche l’ambiente di lavoro di Frida, i colori, i pennelli e soprattutto lo specchio che la pittrice messicana usava per creare i suoi autoritratti durante gli anni trascorsi ferma nel suo letto a baldacchino, “dipingo per me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”.

L’esposizione della Fam Gallery è stata realizzata grazie al prestito delle fotografie di proprietà del Museum di Bagheria, Osservatorio dell’arte contemporanea in Sicilia, diretto da Ezio Pagano e a sua volta donate al Museum dalla “Leo Matiz Foundacion” per volere della figlia del fotografo, Alejandra Matiz. Un reportage che ritrae una delle figure femminili di più grande rilievo del secolo scorso e che arriva dopo una serie di iniziative che fanno della Sicilia centro artistico e culturale di sempre maggiore importanza.

La mostra, inaugurata sabato 20 febbraio, resterà aperta al pubblico fino a domenica 20 marzo e sarà possibile visitarla dal martedì fino alla domenica dalle ore 17.30 fino alle 20.30.

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