Catania – Si apre un aprile all’insegna dell’arte per Catania. Il Castello Ursino sarà infatti sede per un intero mese di due esposizioni: quella dedicata a Picasso e, in contemporanea, quella contrassegnata dalle opere di un meno noto, ma non meno interessante, pittore contemporaneo: Concetto Fusillo. Saltiamo da piè pari la biografia di quest’ultimo artista, per concentrarci sul nucleo più interessante della sua mostra “Federico II. La scuola poetica siciliana e il Monferrato”. Già dal titolo emergono vaghi ricordi scolastici e, primo fra tutti, che il Castello Ursino è un maniero medievale ideato dall’ architetto Riccardo di Lentini, proveniente cioè della stessa città di origine di Fusillo. Prima coincidenza. Ma andiamo oltre: Riccardo da Lentini fece parte di quel cenacolo di artisti e letterati, scienziati e poeti, che si raccolsero attorno alla corte di Federico di Svevia, lo stupor mundi, il cui nome è legato anche al Castello Ursino. Ed ecco la seconda coincidenza. Basta già questa rievocazione di atmosfere federiciane per incontrare Concetto Fusillo, che ci concede una breve intervista come anteprima alla sua mostra, rendendoci partecipi del suo mondo artistico e del gioco culturale che emerge dall’incontro con la poesia federiciana.

“Il visitatore che verrà a vedere la mia mostra rimarrà certamente colpito dalla perfetta rispondenza tra il luogo dell’esposizione e i luoghi rappresentati nei miei quadri” afferma il pittore mostrandoci i numerosi cataloghi di mostre che negli ultimi anni hanno punteggiato la sua produzione. Colpisce, in particolare, la grande tela che unisce il Monferrato e Catania. Al centro del quadro si vede, infatti, il “liotru”, simbolo della città etnea, mentre sullo sfondo, come in un antico palinsesto, scorrono i nomi delle località legate agli Aleramici del Monferrato: in una unica composizione, rivive così l’incontro – avvenuto nel 1224 a Catania -, tra Federico II di Svevia e Guglielmo VI del Monferrato, che si scambiarono terre e denaro facendo da prologo alla storia d’amore tra l’imperatore e Bianca Lancia di Monferrato; da questo amore appassionato nacque Manfredi, figlio illegittimo e re di Sicilia e di Napoli per un breve periodo, che non riuscì a portare a compimento il sogno del padre: creare una forte compagine statale per dare vita ad una comunità che, anche nelle parti estreme della Penisola, potesse intendersi nella comune aspirazione al bello e ad una cultura autonoma dal corollario dei precetti religiosi.

Ora, se è vero ciò che dice Orazio, cioè che “La poesia è come la pittura”, bisogna riconoscere che il percorso intrapreso da Fusillo è quello giusto. Egli, infatti, dipinge traendo ispirazione dai codici miniati e dai componimenti della cosiddetta Scuola poetica siciliana. Così, nella mostra del Castello Ursino, sarà possibile vedere illustrata la Rosa fresca e aulentissima di Cielo d’Alcamo. Per il manifesto-logo dell’esposizione è stata scelta – e non poteva essere altrimenti – una composizione di Jacopo da Lentini “Amor è un desio che ven da core”. Di conseguenza – tramite i dipinti di Fusillo – scorrono sotto i nostri occhi atmosfere medievali, castelli e dame velate, sentimenti cortesi e paesaggi turriti.

“Il documento scritto è anche la mia fonte di ispirazione artistica”, ci confida il pittore, che è nato a Lentini nel 1945 ed ha un diploma di Maestro d’arte. “Vivo tra la Lombardia e il Piemonte sin dagli anni Settanta e, dal sodalizio con alcuni amici archivisti, ho dato vita all’archivio pittura, in cui si fondono assieme storia e arte, materiale documentario e pittura, ispirazione tratta da antiche vicende e interpretazione artistica. Tale abbinamento – conclude Concetto Fusillo – mi consente di sviluppare la narrazione attraverso le immagini. La mostra che presenterò a Catania è itinerante. Ho già esposto nel Monferrato, la terra nella quale risiedo e alla quale voglio rendere omaggio, non dimenticando di celebrare anche la mia città d’origine, che ha dato i natali a Jacopo da Lentini, il primo grande lirico della tradizione poetica italiana e il caposcuola dei poeti siciliani. L’amore che essi cantavano non è freddo esercizio retorico, ma autentico ed indomabile impeto interiore, invisibile come la forza della calamita che attrae il ferro”.

La mostra di Concetto Fusillo, composta da una cinquantina di opere a tecnica mista, sarà presentata alla stampa al Palazzo della Cultura (via Vittorio Emanuele), sabato 28, alle ore 11:00

La personale resterà aperta dal 4 aprile al 4 maggio, con gli stessi orari della mostra dedicata a Picasso. Biglietto unico.

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