La mostra prende forma seguendo un percorso che vuole presentare il racconto della vita artistica di uno degli interpreti più affascinanti della cultura figurativa mediterranea: Antonio Santacroce. Pittore e scultore contemporaneo, presente sulla scena artistica italiana ed europea da decenni, apprezzato da collezionisti e critici, nonché soggetto di innumerevoli pubblicazioni, Santacroce diventa l’occasione di un racconto fantastico e visionario dove i miti e le leggende archeologiche del mediterraneo riemergono grazie alla linfa vitale data da un segno elegante, dall’intervento creativo su un blocco di creta oppure, semplicemente, dal tocco fugace di una spatola intrisa di colore. Diva Agata nelle stanze del sogno: fino al 30 marzo 2015, 9:00 – 19:00, Castello Ursino – Catania.

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Il progetto dell’evento nasce in seno alle feste Agatine sponsorizzate dall’UNESCO, riconosciute come occasione di divulgazione culturale a forte impatto locale ed internazionale
La mostra si propone,infatti, come evento espositivo che illustra l’intera produzione dell’artista e contemporaneamente, come l’occasione per fare del Castello Ursino, luogo simbolo della città, un centro propulsore di cultura figurativa in cui l’iconografia della tradizione “agatina” trova un nuovo e inedito spazio.
Nello specifico, l’evento si prefigge di raggiungere un pubblico eterogeneo, la cui attenzione verrà catalizzata dal fascino dei temi figurativi realizzati dall’artista che da soli hanno dimostrato avere grande forza attrattiva. Inoltre, le attività di promozione e didattica proposte a corredo dell’evento, aggiungeranno alla mostra l’articolazione specifica per colpire emozionalmente, inducendo lo spettatore a vivere un’esperienza sensoriale e formativa. Il legame dell’artista con la città di Catania offre l’occasione per la messa in atto di un circuito di valorizzazione e fruizione delle caratteristiche storico-artistiche del luogo. Le opere di Santacroce diventano la lente attraverso cui leggere l’essenza artistica, archeologica e culturale di Catania. L’esperienza artistica di Santacroce si dipana per mezzo di un percorso che affonda le proprie radici nelle primissime opere degli anni Sessanta, per approdare alle ultime sperimentazioni di ineffabili cromie. L’evento espositivo ricostruisce l’evoluzione espressiva e la riflessione personale dell’artista fondate sulla rappresentazione umana e della sua esplicita indipendenza rispetto alla contemporanea scena artistica. Disegni, grafica, ceramica, scultura e dipinti diventano la materia per dar vita ad un corpo espositivo che offre all’osservatore l’occasione di vedere il continuo mutare creativo del segno, della materia e della forma senza mai ripetersi, arrivando ad esiti inaspettati anche dinnanzi ai temi più tradizionali come: la “Diva Agata”.

L’allestimento, oltre a valorizzare il nuovo spazio espositivo del Castello Ursino, un luogo significativo inaugurato per l’occasione, interpreta in chiave scenografica il caratteristico processo compositivo dell’artista. La disposizione delle opere in sequenza, prospetticamente sovrapposte e sospese secondo l’ordine: segno, materia, forma, ricostruisce l’atto creativo dell’artista. Attraverso l’evoluzione dei tre temi, il visitatore viene accompagnato all’interno del percorso espositivo che racconta il “modus operandi” di Antonio Santacroce, procedendo nella lettura delle opere per strati, in un itinerario catartico che culmina nell’opera la “Diva Agata”.

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