CardinaleSaper “fare un riassunto”, ovvero saper riassumere o “riassuntare” un testo, è sempre stato uno degli obiettivi dell’educazione linguistica nella scuola di ieri e di oggi. Saper riassumere implica infatti capire un testo altrui e quindi riesporlo con proprie parole nelle linee essenziali. Un riassunto è quindi sempre un testo più breve dell’originale. “Fare un riassunto” poteva sembrare (ieri) un’abilità meno impegnativa del “fare un tema”, perché bisognava in questo caso trovare gli argomenti da affrontare, “cosa dire”. Ma in realtà il capire è più impegnativo del produrre un proprio testo, appunto perché bisogna tener conto in primo luogo dell’altro.

Il limite della pedagogia linguistica tradizionale (di ieri) era, semmai, ipotizzare che, dato un testo, si potesse farne “il” riassunto, come se invece non fosse possibile produrre un numero molto alto, se non infinito, di riassunti. Come d’altra parte dimostra il fatto che, muovendo da uno stesso testo, dieci lettori produrranno 10 testi tutti diversi, non solo nelle idee accessorie variamente riprese od omesse, ma spesso anche in quelle centrali. In fondo, fare il riassunto di un testo è come fare la foto di un paesaggio: dieci fotografi diversi produrranno dieci foto diverse, per quanto tra loro simili, da angolazioni diverse, con diversa esposizione della luce, ecc.

Una variabile non secondaria nella produzione di un riassunto è la lunghezza (in parole, se non in battute, spazi compresi) che può essere imposta a un testo del genere. E poi anche il titolo, da dare a un riassunto inevitabilmente condizionerà le modalità di esecuzione. Quindi la regola non è: dato un testo farne “il” riassunto, ma dato un testo si possono produrre x riassunti, una variabile fondamentale essendo anche la lunghezza imposta ad esso.

Il volumetto di Ugo Cardinale, L’arte di riassumere. Introduzione alla scrittura breve (Bologna, Il Mulino 2015, pp. 206), affronta il problema, in prospettiva teorica e applicata, della varietà del “riassumere” o della produzione di un “testo breve”. Nella prima parte, teorica, (capp. 1-3, pp. 7-57) l’A. presenta in maniera estremamente chiara e rigorosa il problema della verbalizzazione orale e scritta, il passaggio cioè dal pensiero al linguaggio orale e scritto, e il problema della “riduzione” o “condensazione” o “sintesi” o “testo breve” legata alla tipologia dei testi, qui distinti in narrativi, giornalistici, informativi, descrittivi, argomentativi.

La seconda parte, applicata, i tre quarti del volume (capp. IV-VII e appendice, pp. 59-200) con una bibliografia essenziale, è invece dedicata a una eccellente esemplificazione di 12 testi, accattivanti in sé per il loro contenuto. Per ognuno dei quali si propone un riassunto, anzi spesso per uno stesso testo una tipologia di riassunti, in virtù della proprietà di un testo di presentare una multi-riproducibilità.

Il lettore, può invero, anche iniziare la lettura da questa seconda parte, per valutare la ricchezza applicativa del volume.

Prima di concludere con il/i riassunto/i, l’A. propone un percorso di analisi di ogni testo, distinguendo: a) la descrizione tipologica del testo, b) la suddivisione in paragrafi e sottoparagrafi con opportuna titolazione, c) l’individuazione del tema e della tesi sostenuta, d) l’analisi linguistica (sintattica, lessicale, testuale) e retorica. A livello sintattico, non si accenna tuttavia al problema del controllo della lunghezza dei periodi (indice di Flesch o Gulpease, ecc.), che incide non poco sulla comprensione di un testo. Comprensione che si può agevolmente accrescere inserendo un maggior numero di punti fermi.

I testi scelti, diversi per tipologia (2 narrativi, 5 giornalistici, 2 informativi, 3 argomentativi), di autori noti e meno noti, sono, come accennato, di grande interesse: sociale (il problema del suicidio e dell’eutanasia, di C. Magris 2013; il difficile rientro dopo l’emigrazione in America e un episodio di sangue, di C. Pavese 1950; chi voleva ingrassare per andare in TV, di I. Pascale 2013), storico (gli zingari internati ad Auschwitz, di P. Levi 1979; le cause della I Guerra mondiale, di E. Gentile 2014; gli scontri in Ucraina, di S. Romano 2014), scientifico (il falso Artemidoro, di L. Canfora 2008; la flora intestinale o microbiota, di F. Di Todaro 2013), politico (il referendum anti-immigrazione della Svizzera, di AA.VV. 2014; i lavoratori-schiavi cinesi a Prato, di M. Corbi 2013; il caso dei due marò in India, di R. Toscano 2014).

Di ognuno dei 12 testi si propongono, in Appendice, riassunti tipologicamente diversi: (i) “Riassunto in prima persona” (C. Pavese, P. Levi) con tempi narrativi, (ii) “Riassunto in terza persona” (C. Pavese, P. Levi) con tempi commentativi; – (iii) “Riassunto in cento parole” (P. Levi), (iv) “Riassunto in 15-20 righe” (I. Pascale), (v) “Riassunto in circa 30 righe” (M. Corbi, S. Romano), (vi) “Riassunto in circa 30-40 righe” (E. Gentile, AA.VV.), (vii) “Riassunto in circa 1.800-2.000 caratteri” (R. Toscano); – (viii) “Riassunto laboratoriale” (R. Toscano), (ix) “Riassunto laboratoriale, con note di revisione” (M. Corbi; ben 3 di S. Romano, e altrettanti del referendum anti-immigrazione), (x) “Riassunto laboratoriale, con note di revisione e commento” (M. Corbi); — (xi) “Riassunto con riorganizzazione dei blocchi informativi” (F. Di Todaro), (xii) “Riassunto nella forma di articolo divulgativo” (F. Di Todaro), (xiii) “Riassunto con contrazione della struttura argomentativa” (L. Canfora, C. Magris).

L’A. non dice in che occasione siano stati scelti e elaborati i riassunti e le analisi, ma dagli “Esempi di riassunto” di cui sopra, si intuisce che il volumetto nasce da una pratica “scolastica” reale. Come lascia trasparire tra l’altro anche l’osservazione in tre luoghi (pp. 190, 191, 192), della virgola tematica (non sintattica) censurata dal commentatore, per es. “La consultazione di febbraio, fotografa una Confederazione spaccata quasi a metà, in termini di percentuali e aree” (p. 190).

A proposito dell'autore

Docente di linguistica generale all'università di Catania

Salvatore Claudio Sgroi, ordinario di linguistica generale (Università di Catania), è stato pres. del corso di laurea in "Culture e linguaggi per la comunicazione", fa parte della direzione del "Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani", del comitato di redazione "Le Forme e la Storia", e collabora a importanti riviste italiane e straniere di linguistica. È autore di circa 400 saggi e di numerosi volumi, tra cui i più recenti sono Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica dalla parte del parlante, UTET 2010; Scrivere per gli Italiani nell'Italia post-unitaria, Cesati 2013; Dove va il congiuntivo? Il congiuntivo da nove punti di vista, UTET 2013.

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