“Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice”. In mostra cento anni di sicilianità

di Katya Maugeri

Sicilia, isola a tinte forti. Colori accesi, caldi, da sempre fonte inesauribile di ispirazione per occhi che li sanno “sentire”. Camminiamo per le vie della città, attraversiamo paesaggi sconfinati senza nemmeno accorgerci di quei dettagli che altri hanno reso eterni, in quelle opere che tutti dovremmo conoscere, apprezzare, ammirare. Opere che delineano il confine tra realtà e prospettive, riflessioni ed emozioni.
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Trecento capolavori del Novecento, dagli anni ’30 fino ai nostri giorni. La mostra che il “New York Times” ha definito “The exhibition of the century” (la mostra del secolo), si tratta di “Artisti di Sicilia”, dopo le tappe di Favignana e Palermo ha inaugurato l’esposizione il 17 gennaio presso il Castello Ursino. Con queste parole il critico d’arte Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, ne ha racchiuso l’essenza: “La Sicilia del Novecento”, sia in letteratura sia nelle arti figurative, ha dato una quantità di artisti e scrittori che hanno contribuito in modo determinante a delineare l’identità prevalente della cultura italiana. Penso a Giovanni Gentile, a Leonardo Sciascia, a Vitaliano Brancati, Tomasi di Lampedusa, Federico De Roberto e Lucio Piccolo, Gesualdo Bufalino e Manlio Sgalambro, con un’intensità e una densità di proposte che non hanno paragone”.
Il percorso espositivo segue un ordine cronologico mediante un filo continuo che corre dagli anni ‘30 fino al nuovo millennio. Nelle prime due suggestive sale si squaderna una rapida carrellata di arte siciliana dal Divisionismo del sinuoso e captante nudo degli anni venti di Aleandro Terzi, diventato uno dei più ricercati illustratori siciliani, al segno classico, morbido e sapiente del Novecentismo di Francesco Trombatori e Alfonso Amorelli. Esposto uno dei suoi nudi più belli. Sublime il Nudo con edera di Totò Gregoretti, proseguendo il nostro percorso possiamo ammirare la moderna Crocifissione di Gino Morici che con la sua visione laica e umana, anticipa quella di Renato Guttuso.vucciria

Presente anche la magnifica opera del rappresentante e inventore del Futurismo pittorico siciliano, Pippo Rizzo, con la sua tela Schermitori del 1929. Rizzo invitava gli artisti del Sud a ispirarsi al loro mare, ai porti, alle strade, ai mercati, ai vicoli, alla vita quotidiana delle loro città. Durante la nostra visita all’interno del Castello, troviamo interessanti visioni dell’aeropittura italiana, Giulio D’Anna, presente con Alba sullo stretto, paesaggio solare, colori nel riverbero di luce. Unica pittrice futurista siciliana Adele Gloria. Conquista, il fascino di uno stile realistico-sognante, quello espresso da Bruno Caruso, disegnatore, pittore e scrittore noto in Italia e all’estero, che rivolge la propria attenzione agli aspetti etici e civili dell’uomo, dai temi caldi della Sicilia a quelli universali come la guerra, la natura, la follia. I suoi lavori rappresentano una riflessione sull’uomo, un manifesto contro le terapie disumane, contro ogni tipo di discriminazioni nei confronti dei diversi.
Ritroviamo Renato, uno dei pittori siciliani più importanti e affascinanti del Novecento, il nostro Renato Guttuso. Lui che tentò in ogni modo con la sua arte, imbevuta di valori e ideali marxisti, di mutare il mondo nei suoi aspetti peggiori; dipingendo il lamento della gente cercando così di esortare alla riscossa tutti gli anelli più deboli della società, nelle sue opere esposte I tetti di Roma e con La Vucciria, dai colori sgargianti che sprigionano il vocio e la cantilena araba dei vanniaturi nel celebre mercato palermitano che impone il nome al quartiere.
Le opere di questi grandi protagonisti attestano le attuali ricerche artistiche e mettono insieme una visione della loro terra come luogo di meditazione e conflitto, Piero Guccione con i suoi paesaggi poetici; un originale e attualissimo Macerie di Bruno Caruso, che racconta una Palermo in macerie sommersa da detriti e immondizia. Tra le artiste in mostra Lia Pasqualino Noto, Topazia Alliata e Carla Accardi che apre la parentesi astrattista. Tra le opere particolarmente ricche di significato in senso morale e storico-culturale si possono annoverare due tele dedicate al della mafia, il cupo trittico di Luigi Ghersi, Il processo. Omaggio al commissario Boris Giuliano ucciso dalla mafia il 21 luglio 1979, ricco di riferimenti macabri e di rimandi al sacro, e Salto a ostacoli di Nicola Pucci, opera che inscena la vita e la morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, dipinto prima in sella al suo scattante cavallo, durante una gara ippica, poi sciolto nell’acido. Interessanti le visioni fotografiche di Carmelo Bongiorno con il suo meraviglioso lavoro stampato in camera oscura con i cristalli d’argento, le fotografie di Rossella Pezzino De Geronimo che ha esposto la sua foto scattata sul vulcano Arta Ale. Artisti che incantano e ci conducono all’interno di un percorso ricco di sfumature emozionali, Fausto Pirandello con le sue spiagge, i corpi ammassati e le carni confuse di sabbia, il suo Nudo disteso, scelto come copertina del catalogo. 531695_111246845732215_1646000912_n
Tra le opere che hanno commosso ed emozionato i visitatori, ritroviamo una delle tele di Giovanni Iudice, uno dei suoi documenti più vivi, d’impatto e attuali quale “L’umanità”- opera scelta, come immagine del gonfalone che promuove la mostra – l’artista racconta in maniera tragica, realistica e simbolica il dramma dell’immigrazione, i viaggi della morte attraverso un mare che sembra essere diventato un infinito cimitero galleggiante. Cadaveri e moribondi, storditi dall’indifferenza.  Al centro del quadro, sopra un tappeto di morte, malattia, degrado e ridicoli aiuti, spicca l’unico messaggio positivo: una donna, che solleva un bambino. Il bambino impugna una bandierina verde, la speranza di una nuova vita, di un futuro migliore.
Un percorso da vivere e dal quale lasciarsi incantare, catturare, per afferrare la bellezza raccontata da quei siciliani che hanno immortalato sulle loro tele, esperienze, realtà nelle quali vivevano, e un passato ricco di tradizioni che prende forma e colore nella mente e nelle opere di artisti che hanno rivelato la prospettiva dalla quale ammiravano il mondo, indicandone la rotta da seguire per raggiungere la loro isola interiore. La Sicilia è anche questo, arte in movimento, studio e ricerca della perfezione, è colore che prende forma dinanzi a noi, attori e spettatori che ne ammiriamo le sfumature e le coloriamo di vita.
Dovremmo essere orgogliosi della nostra eredità artistica, una perla rara da valorizzare, “Artisti di Sicilia” sprigiona tutta la creatività, la bellezza, l’eleganza, che la nostra Isola è capace di esprimere con il canale più trasversale e immortale: l’arte. L’arte di esprimere, senza timore le proprie emozioni.

K.M.

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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