di Marco Spampinato

CATANIA  – “Con una azione ostinata e determinata abbiamo evitato che gli asili nido di Catania chiudessero. (…).  Abbiamo intenzione, pur sempre nell’ambito della disponibilità economica, di mantenere il servizio e garantire il futuro dei nostri bambini”.

Telegrafico e circostanziato, così Enzo Bianco, usualmente sorridente ma stamane anche visibilmente teso, nella sua dichiarazione alla stampa, e alla decina di presenti, a telecamere accese.

Lo stringato intervento del primo cittadino, rappresenta il momento clou dell’incontro con gli operatori dell’informazione che si è tenuto nella tarda mattinata di oggi all’asilo nido comunale “La giostra dei bimbi” di via Calipso, 1.

La dichiarazione di Bianco, programmata ed esplicativa, arriva a seguito di un prolungato momento di confronto, durato diversi minuti e volto a polemizzare, con toni sostenuti e preoccupati ma sempre con parole educate e non offensive, quanto fatto dall’Amministrazione comunale in questo settore.

A intentarlo, giusto pochi minuti prima dell’arrivo del sindaco, è la signora Gilda D’Alessandro, rappresentante delle mamme dei piccoli che quest’asilo nido comunale frequentano, che, determinata e ben informata sull’argomento, rivolge le proprie ansie di genitrice nei confronti dell’assessore al Welfare, lo psichiatra Fiorentino Trojano.

Incalzare di domande, che ha visto coinvolte altre tre mamme, di un gruppetto di dieci genitori, quando le telecamere delle tv locali erano ancora puntate sull’assessore per le dichiarazioni relative agli “…importanti risultati ottenuti dall’Amministrazione con la riorganizzazione dell’assistenza all’infanzia”.

Ripercorrendo a ritroso i fatti che hanno avuto il loro epilogo con la dichiarazione telegrafica di Bianco, scandita in finale da un sonoro “…non state migliorando nulla!” proveniente, anche in questo caso, da un’altra delle mamme presenti all’incontro, torniamo su “Progetti e asili nido” ripartendo dall’inizio.

L’assessore Trojano, poco prima delle 11.30, e in leggero anticipo sull’orario dell’incontro, presenta alla stampa la nota “Asili nido un anno di risultati”.

L’amministratore parla, con soddisfazione, di dati incontrovertibili che vedono risultati del tutto differenti dal “…disastro dell’Era Stancanelli”. Egli ci informa a viva voce, e attraverso la nota, del fatto che il numero dei bambini iscritti agli asili comunali è raddoppiato rispetto allo scorso anno (quest’anno sono 456 contro i 264 del 2013, quasi lo stesso numero rispetto ai 464 del 2010). Anticipa, infine, i progetti innovativi per l’anno scolastico 2014-2015 che prevedono, con l’adesione dell’Accademia delle Belle Arti, presente il direttore Virgilio Piccari, e il Liceo Musicale di Catania, un ampliamento della consueta (il comunicato la definisce “normale” ipotizzando l’avvento di un’offerta “speciale”) attività fornita dagli educatori.

Si rileva che, grazie al progetto di sinergia che impegna i due Enti pubblici gli stessi “…forniranno personale e studenti per interventi rivolti all’educazione artistica e musicale per i bambini degli asili nido”. Con l’Unione Ciechi, inoltre, è previsto, attraverso l’utilizzo dei fondi della Legge 285, un progetto specifico per l’inserimento dei bambini non vedenti negli asili nido comunali.

“Partecipiamo con grande impegno alla realizzazione di questo progetto – dichiara Giuseppe Castronovo,  presidente dell’Unione Italiana Ciechi, Sezione Sicilia- Esso rende palese l’azione di buona politica espletata dall’Amministrazione Bianco. Un segno concreto di quanto svolto per il sociale. Un esempio che ci proietta a una integrazione possibile tra bambini normodotati e altri diversamente abili”.

Entusiasmi per risultati e innovazioni da mettere in campo ci sono tutti, timori e polemiche di chi, al contrario, non trova fondamentale avvicinare bambini dai 2 ai 4 anni al mondo dell’Arte adducendo la centralità del ruolo delle maestre rispetto alla fiducia offerta a queste dai genitori e all’affetto e alla stima che le insegnanti ricevono dai bambini., pure

Su un punto la tensione che si respira nell’aria viene a galla. Dubbi e malcontento, “…strumentali e ingiustificati” per quanto affermato dall’assessore Trojano, erano già stati anticipati dal comunicato stampa della UIL F.L.P. che sulla questione asili nido a Catania scrive di “Spreco di risorse e professionalità”. Nel comunicato a firma del segretario del sindacato, Stefano Passarello, con il segretario organizzativo Tommaso D’Amico e la rappresentante asili nido Grazia Catania si legge: “I rappresentanti sindacali lamentano che, contrariamente a quanto da sempre assicurato dall’assessore Trojano, si è avuto un abbattimento del numero degli asili presenti nel territorio a scapito dell’offerta, soprattutto nei quartieri periferici. Tutto ciò ha provocato la giusta indignazione non soltanto dei genitori ma anche dei componenti dei Consigli di Quartiere. Inoltre, la temuta esternalizzazione di alcuni asili, se ancora non è avvenuta, temiamo potrà verificarsi quando sarà sufficiente il numero dei bambini iscritti. Tale esternalizzazione provocherà ulteriore precariato di valide professionalità”. La UIL FPL si è attivata con idonee richieste all’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune per acquisire la documentazione del cosiddetto “Progetto PAC” al fine di avere contezza sulla interpretazione delle norme inerenti l’utilizzo dei fondi che, a parere dei sindacalisti di questo sindacato, andrebbero destinati “…secondo la lettura della normativa, per implementare le strutture esistenti e non per esternalizzarle mediante la soppressione di alcune di esse. Problemi che, da oltre un anno, vengono dibattuti con l’Assessore alle Politiche Sociali e che trovano risposte insoddisfacenti mentre cresce il malcontento dell’utenza per il continuo sperpero di professionalità e di offerta di servizi idonei”.

“L’attività svolta da taluni sindacati – risponde tagliando corto Trojano – è, evidentemente, pretestuosa, punta su dati imprecisi o non aderenti alla realtà, è tesa solo a polemizzare e non fa gli interessi neppure dei propri iscritti”. “Abbiamo differenziato la spesa – precisa l’assessore al Welfare – accedendo a diversi canali di finanziamento e ottemperando alle disposizioni ministeriali sul loro utilizzo (Con i fondi PAC arriverà alle casse comunali anche il contributo di € 635.880,86 per gli asili comunali oltre a ulteriori € 177.337,74 per nuovi arredi e giocattoli per tutti gli asili nido comunali). Ad oggi abbiamo 12 asili a carico dei fondi del Comune. Con il bando in corso di espletamento dei PAC avremo 10 asili a carico dei fondi comunali, 2 asili e altrettanti spazi giochi a totale carico dei fondi PAC, e 8 asili di caseggiato a carico della Legge 285 (5 accreditati e 3 in corso di accreditamento) abbiamo ottimizzato l’utilizzo del personale comunale nel totale rispetto della normativa. Siamo passati, per quanto riguarda gli educatori degli asili nido, dalle 135 unità nel 2013 agli attuali 91, che diventeranno 71 quando saranno attivi i fondi PAC. Nessun licenziamento, il personale in esubero è andato a coprire posti vacanti nell’amministrazione comunale. Infine garantiremo nuovi posti di lavoro in quanto, con i PAC, sono previste assunzioni tramite le cooperative, di 24 educatori (laureati, così assicura lo stesso Trojano) per gli asili nido e gli spazi gioco ed è stato assunto personale per l’attivazione degli asili di caseggiato”.

Uno sciorinare, attento a dati e numeri, risultati intendibili quali di assoluto rilievo che non bastano ad alcuni uditori. Il brusio attorno all’assessore, che concede l’intervista nello spazio davanti l’ingresso dell’asilo “La giostra dei bimbi”, aumenta. Un papà lamenta il fatto che, in quella struttura, “La prima volta che si sono visti gli operatori della Catania multiservizi è stata lo scorso giugno e l’ultima proprio stamattina…solo per dare una sistemata in vista della visita del sindaco”, una mamma accoratamente interviene preoccupandosi del fatto “…a noi non può interessare che si insegni l’importanza dell’arte a bambini così piccoli…abbiamo bisogno che vengano confermate le presenze delle maestre con le quali i nostri bambini hanno stretto, ormai, un rapporto improntato sulla fiducia. Non vogliamo altri, diversi, insegnanti. Loro rappresentano persone di famiglia; vere e proprie  zie agli occhi dei nostri bambini”.  Poi l’intervento della signora D’Alessandro, anticipato in apertura del nostro articolo di cronaca la quale incalza Trojano con la domanda inerente la durata del servizio “Che tempi di apertura garantirete agli asili nido? Lei lo sa fino a che ora lavora quest’asilo, ad esempio?”. Alla risposta, errata, dell’assessore il quale, basito e infastidito da questa selva di domande si limita a rispondere “Fino alle 14.30” (mentre il servizio, fino a oggi, pare sia garantito fino alle 18.00) l’indisposizione dei genitori aumenta, così come l’insofferenza. Trojano vede di defilarsi pur precisando “Lavoro per il benessere della gente, sempre, da assessore come nel mio ruolo di psichiatra”. Le posizioni sono contrastanti e tutto scemerebbe di lì a poco restando in una fase di contrapposizione comunque civile. Nel frattempo sta arrivando il sindaco, in ritardo di oltre un quarto d’ora. Come una malriuscita chiosa teatrale, però, piomba su tutto l’improvvido intervento del giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso che riesce nell’intento, forse involontario, certamente screziante e d’impeto, di dar fuoco alle polveri… “Complimenti signora, complimenti alle signore – ridacchia sarcastico -… Siti tri e u’ baddu e stati ammannu ‘n’casino!”. Il giornalista, vicino all’Amministrazione Bianco, apostrofa, in vernacolo, le mamme con evidente tono canzonatorio. Piccole, medie, crescenti, scariche di elettricità tutto intorno. Qualcuno, dell’entourage di Bianco sussurra subito senza, però, alcun senso di reprimenda “No, dai, non è giusto fare così”, un genitore risponde all’inadeguato e insultante intervento rivolgendosi in modo egualmente aspro al giornalista e invitandolo a “…non mancare di rispetto alle signore…”, “Sugnu tuttu scantatu!” l’insopportabile risposta finale che allibisce colleghi e intervenuti.

Poi arriva qualche altro commento, diretto e poco elegante, nei confronti di Lazzaro Danzuso in uno scambio consono a una diatriba da taverna.

La certezza è una soltanto e va oltre l’imbarazzo generale: seguendo una notizia di cronaca ci siamo trovati a registrare un siparietto imbarazzante e inopportuno, due colleghi m’informano sul fatto che sia “l’ennesimo”, indegno di una città vivibile, di persone, e di luoghi, civili.

Non possiamo permetterci di ergerci a moralizzatori, non lo siamo. Ma abbiamo il senso del limite e rifuggiamo quello del ridicolo e dell’indecente.

Tutto ciò, da cronista, l’ho subito, d’improvviso, come doloroso e frustrante, e non lo accetto.

Abbiamo il tempo di una domanda finale che rivolgiamo all’assessore Trojano, loquace nonostante tutto.

– Il sindaco ha anche aggiunto che, da domani, partiranno i servizi che consentiranno anche ai diversamente abili di frequentare la scuola. Saranno garantiti tutti gli alunni dagli asili nido in poi?

“Sì, certo. I diversamente abili saranno tutelati. Come sempre. Com’è già stato lo scorso anno”.

I diversamente abili, a Catania, avranno, quindi, la certa possibilità di poter contare su un insegnante di sostegno “ad personam” in antitesi con quanto sta avvenendo in buona parte della Penisola.

Almeno in questo, e nonostante la crisi, economica e di valori, Catania batte Italia 1 a 0. E la speranza resta l’ultima a morire.

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