SJ incontra Ettore Tortorici

di Franco Liotta

Catania – Se dovessimo condensare in un termine diretto e schietto gli operatori radiofonici, potremmo usare “passione”, è questo, infatti, che accomuna tante persone che hanno dedicato la propria vita al mezzo di comunicazione per eccellenza. Oggi Sicilia Journal incontra uno dei guru regionali tra gli addetti ai lavori. Ettore Tortorici, frequentatore del mondo radiofonico sin dai favolosi anni 70, dj, conduttore radiofonico e televisivo, oltre che direttore artistico di molte realtà siciliane. Ettore è un fiume di parole senza peli sulla lingua, si definisce “figlio putativo” di Rino Lodato che, nel lontano 1977, lo accolse nella sua Sicilia Novaradio, struttura molto innovativa per l’epoca e fucina di giovani che, con il tempo, sarebbero diventati colonne portanti della comunicazione a 360 gradi nella nostra isola e anche oltre.

Chi è Ettore Tortorici e perché è considerato uno dei massimi esperti della radiofonia siciliana.

Credo di aver dato un piccolo ma importante contributo, in quaranta anni di attività, alla storia della comunicazione nella nostra regione. Avendo avuto molte esperienze in realtà importanti nel nostro territorio come Radio Sole, Studio Centrale, Radio Sis, Radio Studio 3 ma anche televisioni come tele Sicilia Color, Antenna Sicilia, Sesta Rete e Video Mediterraneo (dove attualmente conduce la trasmissione sportiva Penalty), ho avuto la fortuna e il piacere di collaborare con tanti di coloro che sono diventati pezzi fondamentali di questo mondo, anche a livello nazionale. Inoltre avendo ricoperto l’incarico di direttore artistico ho avuto la possibilità di sperimentare format innovativi e di successo. Mi ritengo, in fondo, un attento fruitore della radio che, non solo fa radio ma, soprattutto ascolta la radio. Cosa che, purtroppo, spesso non accade con altri colleghi direttori artistici, a modo loro, padroni di una creatività che non possiedono, rimanendo arroccati nel proprio giardino senza mai ascoltare e confrontarsi con gli altri, cosa fondamentale per sviluppare idee.

L’occasione di questa chiacchierata ha fondamentalmente una causa, il secondo meeting della comunicazione radiofonica, ebbene, avendo tu già vissuto il primo, perché lo ritieni un evento importante?

È palese che i momenti di confronto sono sempre necessari per capire quale sia il futuro di questo mondo. Sono contento che si stia organizzando un secondo meeting, perché un evento del genere, per la sua importanza, è sempre passibile a miglioramenti. Nel primo, infatti, ci sono stati alcuni passaggi che meritano di essere focalizzati meglio e, per questo, sono contento che ci sarà una seconda occasione. Un meeting in cui saranno presenti molti di quelli che hanno fatto la storia della radio e coloro che, magari con idee nuove e proficue, possono fare oggi una radio nuova e innovativa.10988436_10205191788048569_3337975169024286088_n

Dal tuo osservatorio privilegiato, qual è la differenza tra come si faceva radio negli anni 70/80 e come si fa oggi?

Te lo dico con una parola soltanto, passione, adesso è un termine quasi sconosciuto. Il lato economico ha preso il sopravvento, si fanno scelte solo per guadagnare qualche euro in più (anche se in questo periodo non è che ne girino molti). Prima era solo la passione che reggeva, chi faceva radio metteva il cuore. Chiaro, eravamo agli albori, era molto più normale che funzionasse così, oggi l’approccio è assolutamente diverso. Un esempio per tutti, negli anni 80 possedere un disco raro o nuovo era un must, cosa che potevi vantare per un lungo periodo, oggi fruire della musica in radio è di una semplicità estrema, tutti possono avere tutto, i vari siti on line permettono di “possedere” qualsiasi cosa sia presente in qualsiasi parte del mondo. Però è evidente ciò che fa la differenza, parlo della conoscenza, della curiosità e della passione. Esistono eventi o nuovi protagonisti nel mondo della musica, che, spesso, da noi (parlo sia degli speaker sia dei direttori artistici) nessuno conosce ma che sono la nuova forza, ti faccio ancora un esempio, in questo periodo, il più importante fenomeno musicale negli Stati Uniti d’America è la serie televisiva Empire sul network Fox, sono più che convinto che pochi (o addirittura nessuno) degli addetti ai lavori nostrani la conosca.

Ma allora cosa bisogna fare per avere una radio innovativa e di successo?

Bisogna avere una qualità artistica, un gruppo di operatori guidato da una persona che conosce e vive la musica, oltre a questo deve esserci un’idea chiara di format innovativi. Tutto questo non arriva in un momento, se non hai un background alle spalle.

E l’avvento della web radio?

Io ascolto molto e di tutto, riguardo alle web radio, sono appassionato di una di queste, specializzata in musica anni 70, anche se mi rendo conto di essere un ascoltatore atipico, sono un divoratore di musica e di radio, scopritore con la voglia perenne di reinventarmi e cercare cose innovative. Credo, però, che la web radio non arrivi a tutti e, quindi, l’FM rimarrà un punto fondamentale fino a quando, almeno, non si arriverà al digitale. Quel momento, forse, porterà a uno sconquasso ma sarà l’occasione per una radio più di qualità e con meno spazio ad avventurieri nel mondo della comunicazione radiofonica. Allora, magari, nasceranno nuove tipologie di radio tematiche come nel mondo della televisione.

Dopo queste considerazioni, troverai, almeno, qualche pregio nell’attuale radiofonia siciliana.

A livello regionale vedo piattume assoluto, scopiazzature a destra e manca, adesso è il periodo delle trasmissioni con comici, senza idee innovative. Se tu ascolti una qualsiasi radio, troppo spesso troverai il mattiniero, poi il primo pomeriggio, la musica dance. I direttori artistici dovrebbero studiare di più per format nuovi, in caso contrario non fanno bene il proprio lavoro.

foto in radioSiamo alla fine di questa bella chiacchierata, alla luce di tutto quello che ci siamo detti, riesci a vedere un futuro professionale per i giovani nel mondo della radio?

Credo ancora che sia possibile, ma oggi non basta più avere una bella voce e una buona dialettica, è necessario avere professionalità, cultura e competenza, senza mai dimenticare la passione, vero viatico per il successo. Iniziative come radio Academy (l’accademia di formazione per nuovi professionisti che ha sede presso i Viagrande studios), sono progetti meravigliosi, io già nel 1992 fondai un’associazione che si occupava di corsi per Dj, presentatori e animatori turistici, inserii, come docenti, persone che erano il massimo nell’ambiente. Oggi ripetere quest’iniziativa è fondamentale per far crescere nuove professionalità. Queste iniziative vanno lodate, evidenziate e promozionate perché solo una buona preparazione darà la possibilità ai giovani di poter essere protagonisti del futuro.

A proposito dell'autore

nato a Catania nel 1965, dopo una vita passata in mezzo alla carta stampata, alle soglie del mezzo secolo si è lanciato in collaborazioni on line e radiofoniche. Viene definito “ping pong man” per il suo eterno vagare in terra italica. È molto narciso nel suo essere e fiero della propria voce e della criniera che (da buon leone) conserva e cura gelosamente. Da qualche anno si si applica, con costanza, per diventare un buon tanghero ma, forse, i risultati migliori li esprime nella scrittura.

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