Comunicato congiunto del sindacato e dell’Ordine dei giornalisti siciliani sulla sentenza della Corte costituzionale in merito al licenziamento dei giornalisti dell’Ufficio stampa della Presidenza della Regione

PALERMO – La legge regionale che nel 1976  ha istituto l’Ufficio stampa della Regione è ancora in vigore. Questa è la diretta e inequivocabile conseguenza della decisione della Corte Costituzionale che con l’ordinanza n. 146/2014 ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale della legge della Regione siciliana 6 luglio 1976, sollevata dalla Sezione lavoro del Tribunale di Palermo. La questione era sorta sul ricorso dei giornalisti Giancarlo Felice e Gregorio Arena e licenziati dal presidente Crocetta, insieme agli altri 19 colleghi dello stesso ufficio stampa, subito dopo il suo insediamento. Adesso il giudice potrà provvedere sulla vicenda della richiesta di reintegrazione dei giornalisti licenziati, sulla scorta delle leggi vigenti.

Non si comprendono, dunque, il senso e il fondamento delle dichiarazioni di Crocetta che ha cantato vittoria sostenendo di avere avuto ragione. La Corte Costituzionale in realtà ha soltanto sancito l’inammissibilità della questione sollevata dal giudice del lavoro, il quale, nella stessa ordinanza di rimessione alla Corte aveva espressamente dichiarato e accertato che il rapporto di lavoro dei giornalisti dell’Ufficio stampa della Regione è certamente da qualificarsi come subordinato.

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