Non sembra placarsi lo scontro che all’Università di Catania vede l’un contro l’altro il Rettore Giacomo Pignataro e il dr. Lucio Maggio, sospeso dal suo incarico di Direttore Generale a seguito del CdA del 22 di questo mese, su cui si veda un precedente articolo di SiciliaJournal. E ciò nonostante l’ex rettore Tony Recca abbia, con una sua mail indirizzata al personale dell’università (datata 25 aprile), espresso «grande preoccupazione e

Il rettore Giacomo Pignataro

Il rettore Giacomo Pignataro

rammarico per il livello di tensione raggiunto, in questi giorni, nei rapporti tra il magnifico rettore prof. Giacomo Pignataro e il direttore generale dr. Lucio Maggio» e quindi auspicato un rasserenamento del clima, chiedendo in particolare «massima cautela» a quest’ultimo e invitandolo nelle more della decisione del Colleguio dei Revisori dei Conti, «a continuare a rispettare, senza se e senza ma, la delibera di sospensione adottata nei suoi confronti dal consiglio di amministrazione dell’ateneo». Tale lettera  fa seguito al formale invito (datato il 24) del Direttore Generale vicario Piergiorgio Ricci a tutti gli uffici dell’Ateneo a prendere atto dell’avvenuta sospensione – e ciò verosimilmente per replicare alla minacciata intenzione del dr. Maggio di continuare a svolgere le proprie mansioni, così come comunicato nella lettera di replica della quale si è dato conto nel precedente articolo.

L'ex rettore Tony Recca

L’ex rettore Tony Recca

Non bisogna dimenticare che era stato proprio il prof. Recca a nominare il dr. Maggio prima Direttore Amministrativo dell’Ateneo e quindi Direttore Generale, facendolo transitare dalla sua condizione di  ricercatore di giurisprudenza a quella di massimo dirigente amministrativo, caso questo più unico che raro negli annali dell’università italiana, in quanto di solito la carriera della docenza e quella amministrativa restano separate. Sicuramente il prof. Recca avrà visto nel dr. Maggio delle qualità e delle competenze talmente straordinarie da sfidare l’opinione dei più e da promuovere – con i mugugni quasi unanimi del personale docente e non docente dell’ateneo – una così repentina carriera.

Ma il dr. Maggio intanto va avanti per la sua strada. Ha infatti  firmato (in data 24 e inviato in data odierna) un lungo documento in cui vengono ribattuti punto su punto i rilievi nel merito dell’irregolarità a lui contestata per il rinnovo dei contratti degli ing. Cullurà e Ricci. Ma al di là delle sottili disquisizioni giuridiche, v’è da rilevare come il dr. Maggio vanti i propri meriti in termini di lavoro indefesso e di mancate censure per tutta l’attività sinora svolta: «Mai, inoltre, a fronte di decine di migliaia di atti da me sottoscritti (e di circa 4.000 istruzioni – dal 2009 al 2014 – sottoposte al vaglio degli Organi collegiali di Ateneo), è emersa una qualsivoglia irregolarità o inefficienza; fino a quando, improvvisamente, con l’avvento di un nuovo Rettore, sembra che io mi sia trasformato in una sorta di “delinquente abituale”, colpevole di irregolarità di ogni sorta». Ricorda inoltre come la sua rimozione facesse parte del programma elettorale del Rettore, «il quale, sia prima sia dopo la sua elezione, si è ripetutamene fatto promotore di proposte volte a reintrodurre nell’Amministrazione universitaria catanese quello stesso spoils [sic!] system ormai definitivamente superato dalla giurisprudenza costituzionale». Sicchè – ecco l’interpretazione politica di fondo che ne dà il dr. Maggio, – «Le vicende sulle quali oggi sono chiamato a riferire non costituiscono che maldestri tentativi di ottenere per via giuridica quanto il Rettore non è riuscito a ottenere per via politica. Conseguentemente, valuto le accuse a me rivolte come pretestuose, strumentali e del tutto prive di fondamento […]». Infine, invita il CdA a rinnegare la decisione presa – con ciò delegittimando il Rettore – e a riconfermarlo nel suo incarico: «Ove invece ciò non avvenisse, non c’è che una sede nella quale un contrasto simile può essere adeguatamente risolto. Non certo le stanze dell’Avvocatura dello Stato, che nella fattispecie ha assunto un inusitato ruolo di difesa privata, che indubbiamente non le è proprio; quanto le Aule di Giustizia, dove sono certo di potere essere giudicato da soggetti terzi ed estranei alle logiche di spoils system [sic!] alle quali, sono convinto, questa vicenda è interamente riconducibile».

Che lo spoil system sia una pratica consolidata in tutte le amministrazioni universitarie è notizia non nuova. Che a denunciarla sia proprio il dr. Maggio – braccio destro del precedente Rettore – vorrebbe lasciar intendere che la precedente amministrazione ne fosse immune. Il che non solo è irrealistico ad ogni buon senso, ma cozza – almeno a prima vista – col modo in cui egli stesso ha potuto ascendere a così prestigiosi traguardi.

E’ da notare come tale scontro già nella sostanza paralizzi la vita accademica da più di un anno, impedendo l’effettivo rinnovamento pur proposto dall’attuale Rettore e che lo aveva fatto eleggere con un grande consenso e inaspettatamente, sconfiggendo chi era dato per favorito, accusato da molti docenti di essere in eccessiva continuità con la precedente amministrazione. Difficile dire chi ne uscirà vincente. Certo, le argomentazioni giuridiche del dr. Maggio, a parere di altri giuristi dell’università, non paiono peregrine, specie quando sottolineano l’essere il Direttore Generale un organo paritario rispetto al CdA e quindi non da esso dipendente. Ma possibile che il Rettore sia di ciò inconsapevole? Possibile che non abbia adeguati consiglieri giuridici, con tutta una facoltà di legge a disposizione, dove certo il dr. Maggio non gode di grande simpatia e di popolarità, anche a causa della sua così rapida carriera?

UnknownA rendere ancora più interessante tutta la faccenda v’è anche la circostanza che essa pare essersi trasformata in uno scontro interno alla sinistra catanese. Il rettore Pignataro, infatti, era stato eletto in quanto sul suo nome, oltre ai voti degli scontenti della precedente amministrazione, erano confluiti i voti della sinistra d’Ateneo, ivi compresa quella più radicale: il programma elettorale presentato prometteva una maggiore democratizzazione della vita universitaria, che aveva avuto col rettore Recca una forte svolta accentratrice, e da alcuni giudicata autoritaria, ben al di là di quanto imponeva la legge Gelmini.

Ma ora il rettore “di sinistra” viene sconfessato dalla stessa sinistra: la CGIL, in una nota, si pronuncia contro la destituzione del dr. Maggio e ritiene opportuno – qualora gli si contestino irregolarità – rivolgersi alla magistratura, in quanto la rimozione di uno dei più alti organi dell’ateneo «diventerebbe di tutt’altra natura»; ovvero avrebbe un significato “politico”: il medesimo di quello denunziato dallo stesso dr. Maggio? Inoltre l’on. Luisa Albanella del Pd aveva già presentato una interrogazione ai ministri dell’Istruzione Stefania Giannini e del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti riguardo alla vicenda della risoluzione dei contratti universitari degli ing. Cullurà e Ricci, all’origine della “guerra” in atto, con ciò fornendo un altro assist al dr. Maggio.

Unknown-1E intanto v’è chi da questa vicenda – per alcuni oscura, per altri assai chiara – pensa di poter trarre profitto: una clamorosa e inaspettata sconfitta, per mano della magistratura (non è pensabile che il CdA accolga le richieste del dr. Maggio), della linea del rettore Pignataro potrebbe avere esiti deflagranti, sino alla ipotesi di dimissioni dello stesso. E in questo caso, di sicuro vi sarà chi saprà approfittare di questa situazione candidandosi al rettorato. Sia mai il caso che v’è chi soffia sul fuoco proprio in attesa di cogliere i frutti maturi che cadranno dall’albero?

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