AUGUSTA – La mancata apertura al pubblico del Castello aragonese di Brucoli, piccolo maniero costruito ai tempi della regina chiamata Giovanna la Pazza, che doveva invece avvenire visto che era stata preventivamente concordata con la Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa,  e in un certo qual senso pure reclamizzata, ha innescato alcune polemiche e diversi malumori nell’animo dei cittadini, perché inizialmente hanno temuto che si trattasse dell’ennesima beffa perpetrata ai loro danni, in quanto si sospettava che fosse riservata ad una ristretta élite di persone iscritte al Rotary Club.

Difatti, il Rotary aveva chiesto alla Soprintendenza il permesso di aprire il castello per una visita istituzionale del governatore distrettuale del club, cui sarebbe seguita una conviviale dei soci rotariani e dei loro ospiti. Ma in realtà, non c’è da addebitare nessuna colpa al Rotary, in quanto i dirigenti erano d’accordo a far visitare ai cittadini il castello, in contemporanea al meeting, lasciando riservato il loro spazio, ma non avevano raggiunto un accordo preciso sull’apertura al pubblico con la Soprintendenza, cui vorremmo chiedere la ragione di questo divieto. La delusione del pubblico presentatosi e dei fotografi amatoriali è stata palpabile: sarebbe stato bello far fare un breve giro ai visitatori senza intaccare la cerimonia degli stessi rotariani. La città è da anni che chiede l’apertura del Castello Aragonese e tranne l’apertura eccezionale di tre estati fa, è stata sempre negata per motivi di sicurezza e anche legati alla mancanza di custodi, a causa della spending-review. Riconosciamo i limiti da un punto di vista finanziario e di organico, a stipulare un’apposita convenzione con la Soprintendenza, e la invitiamo per la prossima stagione estiva a reperire le risorse umane necessarie alla riapertura del castello, anche limitatamente ai weekend estivi, perché è incomprensibile il fatto che resti ancora chiuso al pubblico, nonostante si trovi in ottimo stato di conservazione in seguito agli interventi di restauro ultimati nel 2009.

La futura e continua auspicabile apertura potrà rappresentare, inoltre, un’occasione interessante per organizzare mostre, convegni culturali, esposizioni e manifestazioni di interesse storico-artistico patrocinate da enti e associazioni varie, che rilancerebbero e darebbero ancora più lustro all’intero borgo marinaro. Per concludere, quelli  dei giorni scorsi  sono episodi che possono succedere, ma i monumenti pubblici dovrebbero essere fruibili sempre dalla collettività e non solo in sporadiche occasioni.

Alessio Ferrari

 

 

 

 

 

 

 

Scrivi