di Anita Rapisarda

PATERNO’ –  Autismo 2.0 questo il tema del convegno svoltosi alla Biblioteca comunale di Paternò. L’iniziativa organizzata dal neurologo Nunzio Antonio Peci  ha visto un programma suddiviso in tre sessioni e una tavola rotonda. L’obiettivo dell’evento è stato quello di individuare spunti dal punto di vista scientifico e sociale e i veri e propri cambiamenti che sono avvenuti nel corso degli anni e, quello che ancora resta da fare. Tutto il mondo scientifico si sta muovendo per stabilire e mettere in atto le linee guide della sanità che indicano determinate terapie adatte per i bambini autistici. Non è più pensabile fare alcune terapie del tipo chelazione dei metalli pesanti  o terapie dietetiche, l’unica terapia  che ha un fondamento scientifico possibile in atto è quella educativa cognitiva comportamentale. Presenti tantissimi tra gli operatori del settore; neuropsichiatri infantili, pediatri, pedagogisti e psichiatri, presidenti di associazioni, insegnanti di sostegno  e alcune mamme di bambini autistici. I sintomi di questa patologia sono fondamentali da individuare nel bambino ed è proprio il genitore che deve accorgersi dell’esistenza di un problema sin dai primi mesi di vita del bimbo. Primi segnali della ASD il periodo tra i 6 ed i 18 mesi. Sebbene sia una patologia particolare, manifesta dei sintomi che non lasciano adito a confusione ed in particolare: se ad un bimbo si chiede di prestare attenzione verso un determinato oggetto, il bambino lo guarda; nel caso di un bambino con autismo, lo sguardo non si rivolgerà all’oggetto indicato; il bambino non manifesta espressioni quando lo si guarda; il bambino non risponde alle domande che gli vengono poste; il bambino non riconosce la voce dei genitori ma reagisce ai suoni; il bambino non compie nessun gesto per attirare l’attenzione dei genitori; il bambino non compie gesti come puntare un dito. Le manifestazioni del disturbo variano ampiamente a seconda del livello di sviluppo e dell’età cronologica del soggetto. Le persone con autismo presentano una mancanza o difficoltà marcate nella ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi o obiettivi con altre persone. Inoltre vi è un’incapacità o grave difficoltà a sviluppare relazioni con gli altri e di interpretarne i gesti, l’espressione mimica, le posture e le norme che regolano le interazioni sociali. I ricercatori sono sempre più convinti che non esiste una causa che determina l’autismo, che di fatto resta una patologia dalla quale purtroppo non si può guarire. Le prospettive di guarigione dipendono ovviamente dall’entità della patologia, che si può presentare con sintomi che vanno dai lievi ai gravi. Pertanto bambini che hanno sintomi lievi, con un’intelligenza superiore alla media, è quasi certo che potranno avere una vita normale, lavorare e mettere su famiglia. L’unico aiuto che si può dare, a chi è affetto da una patologia più grave, è quello di aiutarli a crescere mirando a strategie, che possono aiutare i bambini ad essere inseriti nei vari ambienti che li circondano, ma di fatto a loro  non importa proprio nulla del resto del mondo. Notevole la presentazione del professore Giovambattista Presti presidente del corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università Kore di Enna e vicepresidente IESCUM Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano  che ha realizzato un progetto il cui obiettivo è favorire l’apprendimento nei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. In vista di questo obiettivo, si è cercato di abbinare lo sviluppo tecnologico digitale alle conoscenze già acquisite dalla ricerca nel campo della terapia comportamentale dei disturbi dello spettro autistico (la cosiddetta ABA, Applied Behavior Analysis, analisi applicata del comportamento). Psicologi, designer e ingegneri informatici hanno dunque lavorato insieme per portare nella quotidianità dei bambini autistici una serie di strumenti digitali che possano supportare la terapia ABA. Interessante la presentazione del progetto Rete fattori sociali presentato dal dottore Salvo Cacciola che nella pratica trova una sua valenza di integrazione di questi bambini speciali. I soggetti a cui si rivolge l’Agricoltura Sociale sono soprattutto quelle persone che, provate da diverse forme di disagio, possono nelle attività agricole avere una possibilità per dare un senso alla propria vita. Le Fattorie Sociali in Sicilia intendono essere una rete di persone, associazioni, imprese agricole impegnate nella promozione della salute, per l’inclusione sociale e lo sviluppo sostenibile. Le aziende e le imprese entrano a far parte della Rete Fattorie Sociali Sicilia sottoscrivendo il documento programmatico di adesione. Il mondo della scuola resta in parte ancora l’isola felice di questi bambini, che purtroppo sono in alcuni casi hanno la copertura totale di 24 ore nel caso di scuola primaria, e 18 ore in quella di I e II grado, ma dopo la scuola questi bambini sembrano che diventino degli “invisibili” agli occhi del sistema sanitario che dovrebbe aiutarli.

 

 

 

convegno autismo

 

 

 

A proposito dell'autore

Insegnante di professione, giornalista per vocazione o viceversa. Ancora sto cercando di scoprirlo. Mi sono avvicinata al bellissimo mondo del giornalismo per caso…forse perché ho sempre avuto la passione di scrivere, vedere quel foglio bianco che inizia attraverso la scrittura a prendere colore, ad avere una forma ben definita mi trasmette emozioni infinite… Potrei provare a sintetizzare la mia personale descrizione con una due semplici parole: Curiosa e innovativa. L’essere curiosa è sinonimo di voler sempre scoprire cose nuove, e poter scrivere di eventi, manifestazioni e tutto quello che fa notizia soddisfa la mia infinita curiosità. Innovativa perché penso che il giornale on line è il futuro della nostra società, ed aver avuto la possibilità di collaborare per questo giornale per me è una grande opportunità ma soprattutto un immenso piacere.

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