La Sicilia può definirsi l’isola felice per i bambini autistici? Possiamo definirla un’eccellenza in materia di sanità? Le linee guida per la cure delle persone affette da autismo della Regione Siciliana individuano un’equipe multi professionale operante con tempi e spazi ben definiti, composta da operatori con formazione ed esperienza specifica. Ci sono degli ambulatori dedicati alla diagnosi e al trattamento intensivo precoce e il percorso clinico assistenziale prevede la segnalazione di sospetto clinico alle unità operative di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza a cui seguirà l’invio per il ricovero presso il centro Autismo aziendale del presidio ospedaliero Santa Marta di Acireale per il completamento della diagnosi biologica con relazioni di sintesi finale alla dimissione.

Abbiamo incontrato il direttore dell’unità di neuropsichiatria infantile di Acireale, il dottore Renato Scifo che, in vista della prossima apertura del centro in via Manzella a Catania, ci tiene a premettere “che gli obblighi assistenziali restano quelli definiti dal decreto assessoriale del 2007; il centro sull’autismo in via Manzella costituisce il completamento degli adempimenti di legge, grazie all’aggiunta di tre moduli, previsti dal decreto, del modello Hub&Spoke: centro per intervento intensivo precoce, centro diurno, comunità residenziale. Ciò per ribadire che nel sistema Hub&Spoke l’apertura del nuovo centro non modifica minimamente lo spoke territoriale coi propri compiti di diagnosi clinica. Il centro potrà dare un contributo qualitativamente più elevato grazie all’approfondimento funzionale e alla sperimentazione diretta con verifiche delle metodologie di intervento specifiche, che consentiranno anche una più mirata e coerente programmazione scolastica, sempre appannaggio della unità operativa territoriale, che potrà avvalersi della supervisione e del supporto progettuale dei coordinatori del gruppo Autismo. L’inserimento all’interno delle attività del centro, che riguarderà anche adolescenti e giovani adulti, in secondo step anche con comunità residenziale per 10 posti letto, sarà regolato caso per caso a partire dalla funzione dei ‘case manager’ e dei referenti distrettuali. Non sono previste presunte liste di attesa o decisioni prese da “direttori responsabili”. L’obiettivo è il superamento dell’intervento di semplice apposizione di diagnosi, l’invio a centri privati per interventi abilitativi spesso inutili e costosi, con nessun coinvolgimento e ricaduta nella vita quotidiana e scolastica dei bambini autistici . Possiamo di certo affermare che gli autistici per la sanità siciliana non sono degli invisibili … anzi, tutt’altro”.

 

 

Anita Rapisarda

Scrivi