di Anita Rapisarda

PATERNO’ – L’autismo, chiamato originariamente Sindrome di Kanner, è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell’integrazione sociale e della comunicazione. Purtroppo questa patologia colpisce chiunque senza differenza di razza, nazionalità ambiente sociale, non vi sono a tutt’oggi terapie, bensì si può intervenire a livello educativo. Negli anni 70 vi era un bambino autistico su 2000 nati, di recente i dati che sono emersi attestano un bambino su 88. La parola autismo, derivata dal greco autòs, che significa sé stesso, venne impiegata per la prima volta in psichiatria da Bleuler per descrivere uno dei sintomi della schizofrenia, consistente nel ripiegamento su sé stessi caratteristico da alcune fasi della patologia. Soggetti che presentano un disturbo autistico sono caratterizzati dalla presenza contemporanea di quello che viene definita come la triade del comportamento autistico; uno sviluppo notevolmente anomalo o deficitario dell’interazione socialeedella comunicazionee unamarcata ristrettezza del repertorio di attività e di interessi. I sintomi di questa patologia sono fondamentali da individuare nel bambino ed è proprio il genitore che deve accorgersi dell’esistenza di un problema sin dai primi mesi di vita del bimbo. Primi segnali disturbi dello spettro autistico (ASD) periodo tra i 6 ed i 18 mesi. Sebbene sia una patologia particolare, manifesta dei sintomi che non lasciano addito a confusione ed in particolare: se ad un bimbo si chiede di prestare attenzione verso un determinato oggetto, il bambino lo guarda; nel caso di un bambino con autismo, lo sguardo non si rivolgerà all’oggetto indicato; il bambino non manifesta espressioni quando lo si guarda; il bambino non risponde alle domande che gli vengono poste; il bambino non riconosce la voce dei genitori ma reagisce ai suoni; il bambino non compie nessun gesto per attirare l’attenzione dei genitori; il bambino non compie gesti come puntare un dito. Le manifestazioni del disturbo variano ampiamente a seconda del livello di sviluppo e dell’età cronologica del soggetto. Le persone con autismo presentano una mancanza o difficoltà marcate nella ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi o obiettivi con altre persone. Inoltre vi è un’incapacità o grave difficoltà a sviluppare relazioni con gli altri e di interpretarne i gesti, l’espressione mimica, le posture e le norme che regolano le interazioni sociali. I ricercatori sono sempre più convinti che non esiste una causa che determina l’autismo, che di fatto resta una patologia dalla quale purtroppo non si può guarire. Le prospettive di guarigione dipendono ovviamente dall’entità della patologia, che si può presentare con sintomi che vanno dai lievi ai gravi.

Pertanto bambini che hanno sintomi lievi, con un’intelligenza superiore alla media, è quasi certo che potranno avere una vita normale, lavorare e mettere su famiglia. Come ci sottolinea l’assessore alla dignità della persone Salvatore Galatà del Comune di Paternò “E’ in aumento il numero di bambini della scuola primaria a cui viene fatta diagnosi di autismo; anche per tale ragione abbiamo previsto già dallo scorso anno scolastico, e per la prima volta in assoluto, la figura di specialisti della comunicazione affiancati agli operatori già notoriamente presenti nelle nostre scuole cittadine. Per i minori diversamente abili e quindi anche per gli alunni autistici vengono predisposte azioni di coinvolgimento miranti all’inclusione, grazie al lavoro della Coop. Progetto Vita aggiudicataria dell’appalto per l’assistenza igienico personale. Stiamo anche collaborando con due Associazioni di familiari che si occupano del fenomeno e con loro abbiamo organizzato degli eventi di sensibilizzazione. Forse non è un caso che il nostro Sindaco, non più tardi di qualche settimana fa, è stato invitato a Rimini per relazionare ad un convegno sul tema, organizzato dal Centro Studi Erickson. Inoltre siamo tra i pochissimi comuni della provincia di Catania  (capoluogo  compreso) che ha attivato un laboratorio socio pedagogico per giovani autistici (maggiorenni), i quali spesso sono coloro che rimangono ai margini di ogni attività appena concluso l’obbligo scolastico. L’iniziativa, svolta in collaborazione con la Rete delle Fattorie sociali e l’ASP di Catania (servizio di Neuropsichiatria), prevede la presenza di personale specializzato e consente ai giovani di essere guidati a compiere delle attività lavorative, a produrre oggetti che poi saranno esposti in mostre appositamente organizzate e  immessi nel mercato. Continua il nostro sforzo per esaltare le diverse abilità di ciascuno, senza esclusioni, sapendo che la diversità è una ricchezza e che una Comunità cresce davvero e si evolve non solo mirando allo sviluppo economico ma se si lascia anche guidare dal valore della Solidarietà”.
L’unico aiuto che si può dare, a chi è affetto da una patologia più grave, è quello di aiutarli a crescere mirando a strategie, che possono aiutare i bambini ad essere inseriti nei vari ambienti che li circondano, ma di fatto a loro  non importa proprio nulla del resto del mondo.

 

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