da Alfio Fabio Micalizzi presidente regionale dell’Associazione pescatori marittimi professionali, riceviamo e pubblichiamo

Nella qualità di presidente regionale dell’A.P.M.P. (Associazione pescatori marittimi professionali), operativa e presente da oltre 19 anni, al fianco di un comparto che rischia di scomparire a causa di numerose direttive europee fortemente penalizzanti e a causa dei fondi destinati al comparto per lo sviluppo e l’incremento lavorativo che vengono dirottati tramite comitati d’affare, gestiti dalla politica in progetti inutili e spesso non realizzati e/o realizzati in parte, in riferimento all’Autorità Portuale di Catania, esprimo parere negativo, in quanto a detta di molti addetti ai lavori rappresenta un vero esempio di “ente inutile” e costoso che serve solo a distribuire poltrone, incarichi, consulenze, formazione ecc ecc.
I Porti nascono per ospitare navi e per produrre sviluppo, indipendentemente dalla presenza o meno di enti come le Autorità Portuali”.
Il Porto di Catania, andava meglio e funzionava meglio quando l’”ente inutile” non esisteva. In relazione alla gestione degli ultimi anni, il comparto denuncia scarsa attenzione al settore  pesca che ad oggi non ha spazi assegnati con chiarezza, non esiste una vera e propria area destinata alla flotta peschereccia, e si lamenta la mancanza di punti luce e acqua, l’assenza totale di cassonetti per la raccolta differenziata e non, l’assenza delle isole ecologiche (come previsto dalla legge) per la raccolta degli oli usati, l’assenza di servizi igienici, l’assenza di un locale destinato agli incontri dei pescatori dove poter divulgare cultura, inoltre da anni, da oltre 10 anni, la nostra associazione denuncia furti e atti vandalici all’interno del Porto, chiedendo per iscritto impianti di video sorveglianza già dal 2005 e impianti funzionanti e professionali in tutta l’area portuale.
Mancano percorsi pedonali adeguati e in sicurezza per i turisti che scendono dalle navi che spesso devono attraversare il Porto tra auto, camion, reti, discariche di oli usati, reti, e materiale di scarto edile, amianto e altro.
Ricordo che da anni si parla di eliminare sprechi ed “enti inutili”, ma poi, quando ci si ritrova al potere e/o a gestire quello che prima era oggetto di campagna elettorale, poi si lascia e/o si difende a denti stretti. Quindi chi è che opera la “malapolitica” ?
La verità è una sola, le Autorità portuali sono “denti inutili”, ma purtroppo in questa Italia di sprechi, certi “entro inutili” servono a pagare, a parere di molti cittadini consumatori,  conti alla politica, ad amici di comitati politici/elettorali e, non solo, in tutto ciò poi alla fine magari si vede anche che, gente che ha lavorato male e ha combinato  danni alla collettività, per interessi di parte, viene premiata,  con  incarichi di prestigio,  in poche parole, la politica premia colui il quale è disponibile più degli altri a “firmare” tutto ciò che serve senza troppi problemi, “firmare” ciò che serve agli amici degli amici.
La politica per funzionare bene deve guardare oltre, deve essere immune da tentazioni. La politica vera non deve rappresentare comitati d’affare.                                                                             

       Alfio Fabio Micalizzi
(Presidente Regionale A.P.M.P.)

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