ISPICA –“dopo l’inizio dei lavori ed i gravi danni subiti dalle aziende agricole biologiche Natura Iblea srl e La Moresca srl in territorio di Ispica, vogliamo rivolgerci direttamente al Presidente della Regione ed al Presidente della Camera di Commercio di Ragusa affinché il Consorzio Autostrade Siciliane dia delle risposte concrete per la salvaguardia dei posti di lavoro e dell’economia del nostro territorio e si sieda ad un tavolo con un alto rappresentante istituzionale quale figura garante”.

E’ questo il senso della lettera inviata qualche giorno fa dai titolari delle imprese che da due settimane, data di inizio dei lavori, non hanno ricevuto alcuna convocazione o risposta da parte del Consorzio Autostrade Siciliane.

Le due aziende, sebbene in passato avessero già ottenuto una sentenza dal Tar di Catania di annullamento della procedura espropriativa nella parte in cui interessava i loro terreni, si sono viste imporre un nuovo Decreto di Immissione in possesso d’urgenza (oggetto di altra impugnativa giudiziaria tuttora pendente) e così le ruspe hanno iniziato a distruggere tunnel e serre in piena produzione di ortaggi biologici. I cento dipendenti e le aziende stesse potrebbero subire dei danni vitali sia a livello occupazionale, le aziende potrebbe essere costretta a fare dei tagli ingenti ed a licenziare buona parte dei dipendenti, sia a livello di sviluppo del territorio, visto che verrebbe minata una realtà già così in crisi come quella agricola nel territorio del Ragusano. La lettera è stata inviata anche agli assessori regionali di competenza, al sindaco di Ispica ed alle organizzazioni sindacali.
I titolari delle aziende proseguono –“siamo ancora in attesa di un qualsivoglia riscontro da parte delle Istituzioni e del Consorzio Autostrade Siciliane per trovare una soluzione che ci permetta di portare sviluppo attraverso la costruzione del tratto autostradale senza danneggiare irreversibilmente le realtà sane ed innovative che la nostra terra ha saputo sviluppare in questi anni. Ci auguriamo che in tempi brevi si riesca ad aprire un tavolo di confronto, prima che sia troppo tardi”.

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