“Sono le 16:29 di mercoledì 21 ottobre 2015 !” – questo esclama Doc (Christopher Lloyd) in risposta alla domanda di Marty (Michael J. Fox): “Doc dove siamo? Anzi, quando siamo?”.

Inizia così il secondo capitolo di una delle trilogie più viste della storia del cinema: Back to the Future – Ritorno al futuro scritto da Bob Gale, diretto da Bob Zemeckis e prodotto da Steven Spielberg.

Eh si! Proprio oggi anzi… Adesso!!

Alzate gli occhi al cielo, potreste vedere una Delorean volare tra auto e semafori galleggianti tra le nuvole, sull’autostrada che viaggia sopra le nostre teste!

Scusate, questo è ciò che avviene nel film. Nella realtà non esiste nessuna autostrada aerea, almeno non fatta da macchine e civili, ma in quanti di noi vedendo quel film, centinaia di volte da bambini e ragazzi, abbiamo sognato, e infondo anche sperato, che il lontano 2015 sarebbe stato esattamente come Marty e Doc l’avevano visto.

Il futuro, gli anni 2000, sembravano un’era fin troppo distante e invece ti svegli una mattina di un normale mercoledì e TAC ti ritrovi esattamente a quel 21 ottobre 2015. Ti ritrovi nel futuro con trent’anni di più e senza esserci arrivato a bordo della mitica Delorean. Disdetta.

Eppure anche se le macchine continuano a camminare per strada, sulla terra ferma come negli anni ’80, alcune innovazioni tecnologiche che avevano preannunciato Marty e Doc si sono realmente avverate.

I binocoli che usa Doc e lo schermo che appare davanti al viso della figlia dei coniugi McFly, che le permette di rispondere a una chiamata, sono divenute realtà grazie ai Google Glass e ai costosissimi Microsoft Holo Lens, ma anche grazie ad alcuni giochi gratuiti per iPad.

Il servizio metereologico del futuro è super efficiente, addirittura al secondo, mentre il nostro preannuncia allerta meteo quando ci sarà il sole e “nuvoloso” quando arrivano gli uragani.

La Delorean è stata la prima eco-car della storia passando dal combustibile pericoloso a i rifiuti come carburante.

Indovinatissima la questione leafting, che Doc dichiara d’aver fatto all’inizio del film, divenuta una costante di tutti coloro che vogliono sentirsi giovani e con qualche ruga in meno.

Nel film, gli abitanti di Hill Valley raccolgono i fondi per salvare la torre dell’orologio attraverso un contributo effettuato mediante l’impronta del proprio dito. Presto si potrà fare lo stesso con alcuni tra i più noti dispositivi Apple.

Le mitiche Nike con “autolacci” sono state brevettate e saranno presto in produzione, come la “Pepsi perfetta”, prodotta in serie limitata, più costosa ma uguale all’originale.

Lo squalo non è arrivato alla versione in 3D del 19° episodio, ma il 3D è la tecnologia più richiesta da cinema e tv entertainment. Il fantastico Clint Estewood, amato dai protagonisti del film come attore western, oggi è anche un affermato regista.

I volopattini, spacciati dal regista per reali, ma poi smentiti per le richieste altissime ed ingestibili avute da Mattel, sono realtà grazie ad una ditta americana per la modica cifra di 10.000 $. Molto più reali in nostri Ninebot, quei carrelli elettrici che si usano nei centri commerciali per grandi distanze, divenuti intelligenti ed economici grazie alla cinese Xiaomi.

Anche nel futuro CD, pellicole e altri supporti mobili, impacchettati per essere gettati, hanno lasciato il posto a lettori mp3 e hd portatili, sempre che non ci siano abbastanza giga per navigare ed avere il mondo sul palmo delle mani.

Le impronte digitali, tanto usate dagli smartphone, sono realtà per catalogarci e renderci riconoscibili nel tempo, ma non per aprire le serrature di casa, dove comunque la demotica ha fatto i passi da giganti simili al film, come il controllo vocale.

Schermi ultra-piatti, televisioni multicanali, videochiamate con info sugli utenti e droni sono nel nostro quotidiano grazie a Skype e FaceTime, social come Facebook,  o elicotteri telecomandati e caccia aerei pilotati da postazioni fisse.

Eppure qualcosa manca, un dettaglio non trascurabile, un’invenzione che è andata oltre ogni immaginabile aspettativa di Doc e Marty, nel film non si fa nessun accenno ad Internet, oggi giorno diventata la realtà più diffusa e usata.

Un’ultima straordinaria previsione fatta dai nostri amati precursori è legata al mondo dello sport americano, e davvero ha del paranormale. Nel film una scritta annunciava che la squadra di baseball dei Chicago Cubs aveva vinto la Word Serie. Un’ironica beffa fatta dagli autori, proprio perché questa squadra non si era più aggiudicata nulla dal lontano 1907. Ma… ecco la magia generata da Ritorno al Futuro, nell’ottobre del 2015 i Chicago Cubs sono in vetta alla classifica della National League e disputeranno la World Series.

Il futuro è finalmente arrivato, non c’è nulla da fare, ci siamo, il tempo ineluttabilmente scorre e ci ha fatto trovare proiettati avanti di trent’anni. Mentre in America si firmano petizioni per decretare il 21 ottobre festa nazionale, e i fan in delirio organizzano feste e veglie davanti alla torre dell’orologio di Hill Valley, i cinema del resto del mondo si preparano per riproporre stasera la trilogia di Ritorno al Futuro.

Quindi non ci resta che munirci di pop-corn e sederci sulla Delorean, chissà dove si fermerà questa volta l’indicatore e come  troveremo il mondo tra altri trent’anni… Come dice Doc alla fine del film, “il futuro lo scriviamo ogni giorno noi stessi”, secondo voi lo abbiamo fatto in meglio o in peggio?!… “Grande Giove”

Agnese Maugeri, Davide Di Bernardo

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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