TREMESTIERI – Un confronto pacifico tra due candidati sindaci a Tremestieri, in vista del ballottaggio. Da una parte Santi Rando, dall’altra Sebastiano Di Stefano: e poi? I sostenitori, pubblico delle grandi occasioni. E magari i cittadini “neutrali”, curiosi di assistere ad un evento costruttivo. Arbitro dell’incontro… un politico.

Già, avete capito bene: un politico. E non uno qualunque: uno dei candidati sindaci al primo turno: il pentastellato Domenico Di Guardo! O almeno, questo è l’invito lanciato da Di Stefano. E non è uno scherzo. “Sono convinto che un incontro pubblico, in piazza, tra me e Rando insieme alle rispettive giunte designate, potrebbe servire ai cittadini per scegliere la giusta strada da percorrere per il bene del paese”, e fin qui, nessun problema. “Invito, a ricoprire il ruolo di garanti, i 5 stelle, parte neutra in quest’ultima fase delle elezioni”: uova, frusta, un pizzico di sale e giù in padella. La frittata è servita!

O un omelette, magari: più elegante, ma alquanto “bizzarra”, non credete? Insomma: perché chiamare un arbitro della “UEFA” ad arbitrare una finale di “Champions League”? Meglio chiamare un ex giocatore, no? Magari uno tra quelli che aspiravano al trofeo prima di essere “eliminato” in semifinale…

Ma Rando non è dello stesso avviso: “Sorprende che il mio collega candidato e sfidante Sebastiano Di Stefano abbia mandato un comunicato stampa proponendo un confronto pubblico tra di noi, in vista del ballottaggio. Sorprende soprattutto perché proprio Di Stefano ha rifiutato a varie testate giornalistiche e in più di un’occasione, il dibattito”, ha tuonato. “A parte il fatto che ci sono stati proposti più dibattiti in diverse occasioni ai quali Di Stefano non si è mai presentato. Ma la cosa che non posso accettare, non me ne voglia Di Guardo, è che a moderare sia un politico e non un giornalista, come sarebbe corretto. Non mi spiego le motivazioni di tale proposta. Sono disposto al confronto ma secondo le regole del gioco che, da sempre, sono applicate alla politica”, ha aggiunto.

La risposta di Di Stefano non si è fatta attendere: “Arrivano critiche e polemiche inattese, che parlano di distorsione della realtà e scorrettezze (potremmo aprire un lungo capitolo che parte dalle promesse fatte a chi ha guadagnato seggi con la mia lista e si è poi schierato dall’altra parte; finendo con un finto buonismo tramutatosi in velenoso attacco durante i comizi): non mi sono mai sottratto a un confronto pubblico, ma ho semplicemente evitato alcuni incontri mediatici che toglievano tempo al mio rapporto diretto con la gente per trasformarsi in messaggi autoreferenziali e ridondanti”, ha spiegato.

“Credo che il nostro unico, vero “pubblico” – da rispettare e onorare – sia quello formato dai cittadini e che il nostro messaggio non debba passare dai microfoni degli amici. Scusate il chiarimento. Doveroso. Ma chi mi conosce sa quanta disponibilità mi contraddistingue e quanta voglia di confronto e condivisione abbia sempre caratterizzato la mia vita politica. Non faccio delle bugie un mezzo per attaccare l’avversario, ma della verità uno strumento per parlare con tutti i cittadini – ha proseguito, non rinnegando, però, il desiderio di avere come moderatore Di Guardo – Adesso attendo di sapere se questo incontro ci sarà. E se il Movimento 5Stelle – che come noi conosce territorio e i suoi problemi – dopo le inutili e sterili polemiche è ancora disposto a moderare con imparzialità un confronto pulito e trasparente. Valori che contraddistinguono le nostre ‪#‎faccepulite‬”, ha concluso.

Che, forse, la richiesta di un politico neutrale, appartenente ad un gruppo che ha fatto del rifiuto “all’inciucio” una delle sue massime, sia da interpretare come un corteggiamento? Si sa: se una squadra invita l’arbitro per disputare un incontro, vuol dire che non si fida dei propri giocatori: e dopo le ultime mosse, con l’apparentamento di Ronsisvalle a Di Stefano, il discorso fila. Ma, certamente, siamo noi a pensar male, come al solito. E magari questo è tutto un gioco.

Antonio Torrisi

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