Nino Bellia si aspettava una più netta vittoria al primo turno e non l’arrivo al ballottaggio, soprattutto vista la stabilità raggiunta sin da subito dalla sua coalizione al 49%.
Purtroppo per via di 58 voti, si andrà al ballottaggio e questa volta l’erede designato dall’uscente sindaco Messina, dovrà fronteggiare uno schieramento formato da Nicola Bertolo, Lorenzo Seminerio e capeggiato da Santo Trovato.

Si aspettava di arrivare al ballottaggio?

«Assolutamente No!
Avevamo pensato cha a seguito di questo nuovo sistema elettorale ci sarebbe stata una flessione nel sui voti finali, ma tremila schede sono parecchie!
Duemila erano i voti per i nostri candidati che sommati alle quasi cinquemila preferenze per il candidato sindaco ci avrebbero dato la vittoria al primo turno.
Con tremila schede senza la preferenza a sindaco avremmo avuto un altro candidato che ha preso più voti della persona con la quale andrò a fare il ballottaggio.
Questo candidato X sarebbe il mio vero sfidante.
Credo ci siano stati degli errori nella votazione, visto che l’elettore credeva ancora di non dover segnare obbligatoriamente il nome del sindaco per votarlo, ma sarebbe bastato secondo molti il voto al consigliere; ma ci sono anche schede in cui il sindaco non è stato votato di proposito.
Chi ha scritto Bellia sotto il nome prestampato ha fatto solo perdere voti, anche se è comunque un’espressione molto chiara del voto.
Un po’ arrabbiato, per via dell’ingiustizia espressa da questo tipo di votazione.
Votare un candidato al consiglio senza esprimere la votazione confermativa al Sindaco, dovrebbe dare il voto a quest’ultimo senza bisogno di alcuna conferma, ma così non è»

Si aspettava un così grosso flop del PD?

«Sinceramente No, perché secondo me il problema non sta a livello nazionale, in quanto partito di governo, ma nella struttura locale impreparata alle esigenze del territorio.
Qui non è tanto il partito quanto le persone a contare»

Pensa che abbia influito l’arrivo di Salvini per il candidato a lui collegato?

«Penso di No, anzi forse ha avuto un effetto contrario. Credo non ci sia in questo momento la mentalità per digerire determinate dichiarazioni, distanti dalle nostre idee e dal nostro modo di essere»

Si è formata una nuova coalizione “Tutti contro Bellia” per via di alcuni raggruppamenti schieratesi con Santo Trovato?

«Io non capisco come alcuni candidati, vedi Seminerio, ma soprattutto Bertolo che ad oggi è ancora un Consigliere della maggioranza che ad oggi non ha mai parlato o detto come e perché distaccarsi di questo progetto politico. Non comprendo oggi qual è la sua posizione e come può oggi allearsi con Trovato se proprio nel 2005 era con noi per spazzare via l’immagine di quest’ultimo dal Comune di San Giovanni la Punta.
Assessore, Vicesindaco e tanto altro della nostra amministrazione, come può oggi allearsi con Trovato o candidarsi a parte, se non, credo io, per una questione di orgoglio personale.
Al primo posto deve esserci lo spirito di collaborazione per il bene del paese, non l’orgoglio personale»

Che errori si attribuisce in questa prima fase e che ne pensa dei recenti fatti post-elettorali?

«Il non aver fatto capire bene questo nuovo modo di votazione agli elettori, non saremmo quei altrimenti.
Ognuno è responsabile delle proprie azioni, conferma sul voto o strumenti simili, non credo siano fattori utili e colpiscono solo l’elettorato debole.
Sappiamo dalla stampa che l’incendio di Trappeto è di origine dolosa e posso confermare che in quel sito non è mai successo nulla e nessuna attività di nostra iniziativa»

Crede che qualcuno con problemi o dubbi sull’operato di Messina possa non averla votata?

«Credo di no, perché abbiamo camminato insieme con Messina per il bene comune e credo sia solo un problema di votazione»

Si aspettava di Santo Trovato, tra tutti, al ballottaggio domenica 14?

«Io si. Credevo che se fossimo andati al ballottaggio avremmo trovato lui, e non gli altri convinti di arrivare a questo punto.
Bisogna riandare a votare, perché è l’unico momento dove possono esercitare una scelta ed è essenziale andare perché Trovato è legato ad un periodo buio del paese e dare la possibilità a tremila persone di scegliere per una comunità di diciottomila non mi sembra il caso.
Non dobbiamo tornare indietro!»

Davide Di Bernardo

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