L’ex sindaco Santo Trovato si ritrova, quasi quindici anni dopo al ballottaggio con quello che sembrava essere un avversario diretto alla vittoria al primo turno.
Ora, si attende una lotta leale fatta di alleanze e patti per vincere la sfida a due.

Si aspettava di ritrovarsi al ballottaggio?

«Lo speravo e serenamente immaginavo che uno degli sfidanti raggiungesse questo obbiettivo.
Mi sentivo presente nel territorio, sentivo la gente molto vicina e, sarò stato il più fortunato tra gli sfidanti, ma mi aspettavo il ballottaggio frenando questo passaggio diretto voluto dall’amministrazione uscente»

In percentuale siamo quasi al 27 % di differenza tra lei e la cordata di Bellia, sempre meglio di altre liste che sembravano essersi sponsorizzate meglio, come se lo spiega?

«Questa è la credibilità in più che c’è rispetto ad altri candidati. Vorrei precisare che ci sono state troppe schede nulle, forse per via dei rappresentanti di lista troppo inesperti che hanno fatto passare al vaglio dei presidenti di seggio anche schede molto semplici. Circa sei/settecento schede annullate, in particolarmente nella 13 e nella 12.
È una partita a due, senza confusione o errore possibile»

Come colmare il gap?

«Abbiamo fatto alleanza con Bertolo e Seminerio, penso di poter recuperare in questi giorni il distacco facendo capire alle persone il perché questa amministrazione non ha lavorato bene.
Avevamo già detto all’inizio che ci saremmo alleati, in caso di ballottaggio, con un patto di buon governo che vede dei punti comuni realizzato per il bene della cittadina»

Un’alleanza contro l’amministrazione Messina e il suo delfino. Non è che una volta sconfitto il nemico, in caso di vittoria nascerebbero dei problemi tra ex sfidanti?

«Noi stiamo cercando di portare una politica di aggregazione, mettendo in evidenza che non ci saranno diatribe o divisioni. Nessun rancore, ma solo operazioni costruttive lavorando per il bene comune, facendo riacquistare fiducia ai cittadini.
Ci sono somme che non quadrano: la Multiservizi, dove agevoleremo i lavoratori senza far chiudere nulla, ha dei costi sospetti, infatti i lavoratori costano unmilioneduecentocinquantaeuro circa, la manutenzione comprese le spese quattrocentotrentamilaeuro, ma il costo totale per l’ente si aggira sui duemilioniecinquecentomilaeuro, cifre che non quadrano!»

Si parlava della sua persona per via delle vicissitudini passate durante le elezioni, è fiducioso di come è stato riabilitato il suo nome?

«Molto fiducioso. In alcune vicende è stata sentenziata l’assoluta mancanza di colpevolezza da parte mia, come nella vicenda Scuto. Ho pubblicato i miei Casellari Giudiziari proprio per mettere alla luce, al di fuori di dicerie personali, quanto accaduto in anni di sentenze.
Ringrazio i ragazzi che mi sono stati affianco e coloro che hanno parlato ai compaesani nel modo più giusto»

La prima cosa in caso vincesse le elezioni?

«Migliorare l’andazzo della macchina amministrativa ed aprire le porte del comune a tutti coloro che fanno parte della comunità puntese, aldilà della preferenza espressa durante queste elezioni»

Davide Di Bernardo

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