ROMA – Una realtà fondamentale per il turismo e lo sviluppo del nostro Paese quale quella delle imprese balneari vive attualmente una condizione di gravissima incertezza e di forte precarietà.

Già nei giorni scorsi, a Terracina, si è tenuto un convegno con i concessionari degli stabilimenti balneari per esaminare le prospettive di circa 30.000 aziende. Dopo tre anni dall’ultima proroga quinquennale non è stato infatti prodotto alcun provvedimento legislativo, e l’effetto è stato quello di bloccare tutti gli investimenti nel settore balneare, producendo un danno enorme all’economia turistica del nostro Paese.

La direttiva comunitaria al momento impone le aste alla scadenza della concessione, e questo secondo l’ex senatore Massimo Baldini costituisce uno strumento mortale per il futuro delle aziende balneari. Il “no” alle aste ed il ripristino della legge che consente il rinnovo automatico delle concessioni è secondo Baldini la soluzione pragmatica più facilmente attuabile. L’obiettivo però è anche quello di risvegliare dalla passività le Istituzioni, ed in tal senso Baldini ha confermato che a breve verrà presentato un vero e proprio movimento politico rappresentativo delle esigenze delle aziende balneari e di tutti i concessionari, con un primo incontro venerdì 12 Febbraio, alle ore 15,00, a Porto Recanati  e successivamente uno in data 24 Febbraio a Latina.

Ma anche altre associazioni si stanno adoperando per risollevare il settore balneare dalla crisi. In questa stessa direzione infatti si muoverà l’assessore ligure Marco Scajola, che ha convocato a Roma il 17 febbraio prossimo il tavolo interregionale del Demanio per dare una risposta alla necessità di garantire futuro e certezze alle 30.000 imprese balneari che operano sul demanio marittimo e per sollecitare il Governo ad assumere le necessarie iniziative a riguardo.

Per dare ancora più forza e sostegno a questa iniziativa, mercoledì 17 febbraio le principali organizzazioni sindacali di categoria (Assobalneari Italia, Confindustria, S.I.B./FIPE, Confcommercio, FIBA Confesercenti e OASI Confartigianato) organizzeranno un presidio nazionale nelle immediate vicinanze della sede romana della Regione Liguria, per denunciare lo stato di esasperazione e di incertezza non più sopportabile di 30.000 imprese e delle relative famiglie.

In Sicilia il settore balneare conta 9.000 titolari di concessione demaniale marittima e oltre 35.000 addetti, una grossa fetta quindi sul territorio nazionale che conta nel complesso 30.000 imprese e circa 100.000 lavoratori.

Urge quindi al più presto una soluzione ai problemi della categoria per rilanciare il settore balneare, per uscire dall’incertezza e rimanere concorrenziali nel mercato mondiale del turismo.

di Emanuele Strano

 

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A proposito dell'autore

Emanuele Strano

Appassionato di sport, calcio, fantacalcio e di social media marketing. Coordinatore e caporedattore per Fantamagazine.com, collaboratore nel settore cronaca per SiciliaJournal. Si occupa di moda e stile per il portale Thegentleman.me

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