Riceviamo e pubblichiamo.

Egregio Signor Presidente, Matteo Renzi,

Le scrivo questa lettera per farmi portavoce dei Contribuenti italiani (famiglie ed imprese), in quanto presidente di Confedercontribuenti, organizzazione che ha fatto della propria missione i temi della legalità fiscale e della riforma del sistema bancario.

Lei è una persona dinamica e propositiva che crede nello sviluppo italiano, ma probabilmente qualcosa non sta funzionando: imprenditori e padri di famiglia continuano a gettare la spugna, in molti casi compiendo gesti estremi come il suicidio, poiché non vedono alcuna speranza nel loro futuro.

Io ritengo che sia opportuno che Lei intervenga immediatamente su alcune problematiche che assillano le famiglie e le imprese italiane: EQUITALIA e BANCHE.

Bisogna ridare la possibilità di poter pagare ai contribuenti, non secondo le aspettative di istituzioni pubbliche e private, che determinano a tavolino o sulla base di previsioni normative, condizioni irrealizzabili, ma secondo le reali possibilità di ognuno.

I Contribuenti italiani hanno perso il loro potere di acquisto e a causa di ciò, sono in moltissimi coloro che a stento possono acquistare il necessario per la spesa quotidiana.

La nostra Italia ha bisogno di riscatto!

Io credo che si possa riuscire a garantire gli interessi dello Stato, del sistema bancario e quello della gente che fa impresa e lavora.

Le imprese continuano a chiudere, gli over 35 sono lasciati fuori dal mercato del lavoro e le banche trasformate in agenzie immobiliari per via degli espropri e pignoramenti in forte crescita.

Certo Lei ci dirà che il Governo ha già fatto tante buone leggi che consentono a migliaia di persone di uscire dal Precariato, e noi le rispondiamo che questo è vero, ma non basta. Perché troppe situazioni debitorie del passato in ogni famiglia e impresa si sono accumulate. E comunque la ripresa occupazionale è ancora estremamente limitata.

Sono certo che Lei come noi non vuole un’Italia che soffre!

Le chiedo di intervenire sulla questione “Equitalia” con un condono delle sanzioni, degli interessi e degli aggi delle cartelle esattoriali, per tutti coloro che non hanno potuto pagare. Lo Stato recuperebbe tante risorse finanziarie e famiglie ed imprese potrebbero rientrare del loro debito con lo Stato. Insomma un “patto fiscale fra gli italiani, che superi un sistema sanzionatorio “usuraio” che triplica il debito fiscale, facendolo diventare insostenibile con il risultato che il fisco non incassa quanto dovrebbe.

Io chiedo che il Governo, con la scelta della cartolarizzazione, sui crediti bancari, non consenta di far cadere milioni di italiani nelle mani di “società” di scopo, magari straniere che con azioni a catena “esproprino” la povera gente di risorse fondamentali per sopravvivere. Anche li un “patto per un piano sostenibile di rientro” dovrà costituire un impegno centrale del Governo da Lei presieduto, insieme ad una grande riforma che metta fine al ripetersi dei fenomeni legati all’usura bancaria e ai ricorrenti vizi contrattuali.

Inoltre La prego, Signor Presidente, di non recepire la direttiva UE  17 del 2014 (Mortgage Credit Direttive, cioè “direttiva sul credito ipotecario”), poiché diventerebbe un dramma per migliaia di famiglie, che aspirano ad avere una casa.

Signor Presidente,

concludo ringraziandola dell’attenzione che vorrà dare a questi “piccoli suggerimenti”, che   potrebbero evitare che imprese e famiglie siano indotte a ricorrere all’usura criminale sempre più diffusa a seguito della crisi economica.

Sono certo che il Suo buon senso e la Sua sensibilità Le faranno fare la cosa migliore. Io e la mia associazione continueremo comunque a batterci e andremo avanti per difendere l’Italia che non si arrende, spero con Lei al nostro fianco.

Con Stima.

Carmelo Finocchiaro

Presidente Nazionale Confedercontribuenti

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