PALERMO – Con 235 “bandiere del gusto”, la Sicilia si piazza al decimo posto della classifica che  conta 4.813 specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale. E’ quanto emerge all’Assemblea nazionale della Coldiretti di stamani a Roma dove è stata tracciata la mappa regionale della graduatoria del patrimonio enogastronomico che i turisti italiani e stranieri potranno gustare nell’estate 2014.

Il primato delle specialità siciliane spetta alle paste fresche e ai prodotti della pasticceria e della confetteria: ben 82. Si va dalle classiche paste di martorana alla testa di turco, dai taralli alla pignolata di Messina al tipico “sfincione” del palermitano.

Abbiamo un patrimonio di storia, cultura e tradizioni del territorio che legano passato e futuro – afferma  il presidente regionale, Alessandro Chiarelli -. Un valore inestimabile che rappresenta la base produttiva di molte zone siciliane su cui innestano anche investimenti che difendono la biodiversità e le usanze agroalimentari.

Sono 65 i prodotti vegetali molti dei quali racchiudono il nome del paese di produzione identificando le aree regionali. E’ il caso, tra gli altri,  del pomodoro seccagno di Paceco, la patata di Siracusa, la fragolina di Ribera. Vasto anche il ventaglio dei formaggi che rappresentano il fiore all’occhiello della zootecnia. Anche qui si spazia dai caci figurati, realizzati da caseari esperti i cui segreti vengono tramandati da anni, al formaggio di capra padduni prodotto nell’agrigentino. Non mancano i condimenti come il sale marino naturale, anch’essa una produzione unica del trapanese preferita dai turisti che visitano la salina godendo anche del tramonto sui mulini a vento.

Valorizzare queste produzioni significa offrire possibilità concrete di crescita perché vuol dire ricreare una rete di vantaggi legati al territorio in termini occupazionali e di strategie economiche – sottolinea  il direttore regionale Giuseppe Campione.

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