di Elisa Guccione

CATANIA -È un racconto vivo, forte e vibrante. Un pugno allo stomaco per tutti gli spettatori della pièce “Paolo e Giovanni”, scritta ed ideata da Gianluca Barbagallo protagonista sulla scena insieme a Nicola Diodati, che hanno assistito ad un immaginario dialogo tra Paolo Borsellino e Giovanni Falcone all’interno di una stanza del carcere di massima sicurezza dell’Asinara poco prima di istruire lo storico maxi processo alla mafia.12141583_10205401077014441_8592943528028682813_n (1)

Nell’imponente cornice della Chiesa della Badia di Sant’Agata i due attori, nell’ambito della rassegna “Terrazza Barocca” in collaborazione con l’Associazione “Etna ‘Ngeniousa”,  hanno dato vita ad uno rappresentazione – lezione raccontando con ritmi incalzanti e diretti centocinquant’anni di storia d’Italia creando sin dalla prima battuta un legame emotivo con il pubblico presente. Una messa in scena particolare che, supportata dalle forti immagini delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, ribadisce come la forza delle idee dei due giudici non si sia arrestata con la loro morte. Dalla genesi del termine mafia alla colonizzazione della Sicilia fino ad arrivare a raccontare in maniera semplice, dirompente e allo stesso tempo ironica la storia del nostro Paese, lo spettacolo si dimostra come un ottimo modello educativo da diffondere nelle scuole per sviluppare e migliorare la cultura della legalità nelle nuove generazioni. 12143309_10205400334035867_5061341142092526593_nLa coppia Diodati – Barbagallo, rispettivamente Falcone e Borsellino, riesce con coraggio e dignità a realizzare un ottimo Teatro d’Inchiesta muovendosi tra lo stile dei cantastorie e la più alta espressione del cabaret  trasmettendo l’eredità morale di due eroi dei nostri tempi.

Elisa Guccione

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