Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’onorevole Basilio Catanoso (Forza Italia)

 

L’attenzione è rivolta alle frasi pronunciate dal sindaco Nino Di Guardo – registrate dall’emittente radiofonica che realizza la diretta del Consiglio Comunale – nei confronti di un consigliere comunale, nella vita maresciallo dei Carabinieri.

L’on. Basilio Catanoso, ritenendo gravi e lesive nei confronti dell’Arma dei Carabinieri, le frasi del sindaco del grosso comune alle porte di Catania, ha presentato una interrogazione a risposta scritta al Ministro della Difesa e al Ministro della Giustizia per sapere quali provvedimenti intendano adottare nei riguardi del primo cittadino misterbianchese. “Le frasi di Di Guardo sono registrate e inequivocabili: i sbirri ci fanno schifo, i sbirri se ne devono andare! E’ questo linguaggio da primo cittadino?” osserva l’on. Catanoso.

“Non può essere Sindaco chi disprezza e vilipende le Istituzioni che dovrebbe rappresentare – prosegue l’on. Catanoso -. Posso solo immaginare quali sentimenti di disgusto possano aver provato gli uomini delle Forze dell’Ordine che garantivano la scorta al Di Guardo, paladino antimafia, seguendolo giorno e notte, sabato e domenica, a rischio della loro stessa incolumità. Anche loro venivano forse considerati, con disprezzo, “sbirri”?”

Oltre all’ipotesi di reato compiuto vi sono aspetti di opportunità politica, di senso civico e di semplice buona educazione “che un qualunque sindaco dovrebbe avere nei riguardi di qualunque cittadino, a prescindere dal ruolo che rivesta nella comunità locale. Il sindaco di Misterbianco, a mio parere, ha mancato di riguardo nei confronti del consigliere d’opposizione, del maresciallo dei Carabinieri e, ancor più, dell’Arma dei Carabinieri”.

Pertanto “non riusciamo a tollerare che un tale soggetto possa ricoprire la carica di sindaco, dopo reiterati e sfrontati insulti alle Forze dell’Ordine, in spregio di qualunque senso delle Istituzioni che dovrebbe rappresentare e tutelare” afferma ancora l’on. Basilio Catanoso.

“Ancora una volta si dimostra quanto sia finta certa antimafia. L’Italia è piena di gente che finge di essere paladino della legalità e dell’antimafia ed invece…Bisogna che le scorte vengano assegnate dal Ministero del’Interno e dai comitati provinciali di sicurezza pubblica solo in caso di effettiva necessità e a personaggi che meritano questo tipo di sforzo da parte dello Stato. Faccio appello al Prefetto di Catania, iniziando da qui a dare l’esempio per ripulire un po’ il ciarpame che tanto costa ai nostri concittadini” conclude l’on. Catanoso.

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