Provate voi a camminare sulle acque senza essere gesucristi; provate voi a tessere il filo di una giornata senza trama, a vivere con le certezze vitali bombardate da terroristi in giacca e cravatta firmata; e provate voi a dover dire alla famiglia “…si … sto lavorando, ma questo mese non mi pagano … forse il prossimo …”

Accade nel mondo dove ancora non si è affermata la certezza del diritto e la dignità dei lavoratori; accade anche in Italia nei campi dove proprietari terrieri “cosmopoliti” e “umanitari” danno generosamente lavoro agli immigrati clandestini pagandoli poco, male e “quando si può”; accade nella Regione siciliana con i più di tremila lavoratori della Formazione, che in questi giorni si stanno  battendo per certezze e diritti incredibilmente negati da anni. E però …

E  però porre l’accento, come fanno importanti quotidiani cartacei di casa nostra, sui “mutui da pagare” e sugli stipendi-fantasma può risultare fuorviante perché mette in secondo piano, o tace, che questi lavoratori sono insostituibili e necessari per mantenere un servizio pubblico indispensabile: infatti gli inoccupati, i disoccupati in genere ed i cassintegrati (in mobilità, in deroga, etc.), devono sostenere per legge un percorso di colloqui di orientamento in 5 step per la definizione di un piano di azione (PAI) finalizzato alla ricollocazione (riqualificazione, aggiornamento, tirocinio formativo, stage in azienda, autoimprenditorialità, etc.) tenuti da personale qualificato; proprio quel personale qualificato al quale sono stati bloccati gli stipendi. Non si tratta, quindi, di elemosinare lavoratori sfortunati, bensì di fornire in maniera corretta un servizio pubblico indispensabile.

Facciamo un passo indietro. Fino agli anni ’80-’90 la sinistra (chiamiamola così, tanto per capirci) organizzava e gestiva vari centri di formazione personale. Cominciarono a girare soldini, e arrivò la destra. I centri di formazione si moltiplicarono come i pani e i pesci di evangelica memoria, ciascuno ispirato da un uomo politico di larghe prospettive; e ingrassarono, nel senso che aumentarono gli addetti e nel senso che colava grasso dai polsini inamidati di funzionari e deputati più o meno onorevoli. Si costituì, in altri termini, una sottocasta di “Signori della Formazione”, spesso organizzati come e meglio dei “Signori della guerra” africani.

A un certo punto, che grosso modo tutti ricordiamo, crolla il castello di carte e banconote: cominciano le inchieste sul malaffare e le denunce, soldi non ce n’è più, gli addetti sono troppi, si salvi chi può. Arrivano Crocetta e l’assessore Scilabra e cercano di capirci qualcosa; poi cominciano a fare proposte, che non possono che essere di riordino, di razionalizzazione e di nuovo indirizzo. Il tutto condito, si vuole sperare, con olio a onestà di origine documentata e protetta. Il Governo nazionale dovrebbe preparare un decreto sulle politiche attive del lavoro integrando enti pubblici ed enti privati (direzione individuata in Commissione parlamentare), e nel frattempo il Governo regionale mette tutti all’interno del CIAPI (Centro Interaziendale Addestramento Professionale Integrato) di Priolo, ente in house della Regione siciliana, in vista di una riforma degli uffici periferici della regione, con dentro gli ex dipendenti degli Sportelli multifunzionali distaccati nei Centri per l’Impiego o in Enti di rilievo come l’ERSU. Sempre al CIAPI vengono affidati corsi di formazione su qualifiche mirate e selezionate sulla base del fabbisogno di studenti, lavoratori o disoccupati con l’utilizzazione di personale addetto alla Formazione proveniente dai cosiddetti “Enti storici”, mentre altri lavoratori rimangono nelle maglie dei suddetti enti.  Semplice, no?

No, non è semplice. Un accordo dello scorso agosto proponeva  che  i lavoratori si sarebbero messi in aspettativa e nel frattempo si sarebbero stabilite le linee di politica attiva del lavoro. Ma le bande dei “Signori della Formazione”, che non vogliono arretrare di un centesimo rispetto alle prerogative cui erano abituati, decidono di approfittare dell’attuale tornata elettorale per mettere in difficoltà Crocetta e fargli una guerra sistematica, bloccano in Commissione la “manovrina” che era stata preparata in attesa del Decreto del Governo, e rendono precari e/o disoccupati i lavoratori qualificati (sembra che molti perderanno il contratto a tempo indeterminato per essere assunti con contratti CO. Co. Pro, insomma precari a vita anche in età semigeriatrica) che dovrebbero aiutare e orientare i lavoratori disoccupati e i precari, insieme a forestali ed altri lavoratori di Enti Regionali, rischiando di fare sfumare persino le azioni di Youth Guarantee (Garanzia Giovani), il programma cofinanziato con 178 milioni dall’Unione europea e rivolto ai giovani disoccupati siciliani. Così non va avanti il vecchio patto con gli enti e nemmeno la nuova riforma. Tutto precario.

Geniale: in fondo, chi meglio di un precario può aiutare i precari? E poi, non è forse la precarietà il nuovo Verbo della modernità e del progresso? Effettivamente, i dettagli della vicenda non sono pochi, né facili da decifrare; le ambiguità sono molteplici; i doppi e tripli giochi interminabili. Ma dovrebbe esserci un limite all’indecenza. E non tanto per alzare nobili proclami di indignazione morale, quanto piuttosto per rivendicare ciò che è stato stabilito dalla legge per favorire l’orientamento e la ricollocazione di lavoratori precari, cassintegrati o disoccupati; che, poi, questo compito spetti a lavoratori qualificati a svolgerlo, e che tali lavoratori, come tutti gli altri lavoratori delle altre filiere della Formazione, debbano essere normalmente retribuiti, dovrebbe essere una semplice conseguenza. Da risolvere con contratti decenti. Ci faccia vedere, l’Assemblea Regionale Siciliana, di che pasta sono fatte le critiche all’ Unione Europea che tanti fanno da qualche tempo. Hai voglia a cantare “Ciuri, ciuri” se la Sicilia riesce a far fiorire solo “fiori del male”.

 

A proposito dell'autore

Dirigente scolastico

Nato a Catania il 17-8 1948, ha terminato gli studi classici presso il liceo “Cutelli” e umanistici presso la facoltà di filosofia. Docente di Storia e Filosofia nei licei di Paternò, Siracusa, Lentini dal 1974. Nel 1983  promotore e organizzatore, in collaborazione con Comune di Lentini, Società Filosofica Italiana e Università di Catania del Convegno internazionale su “Gorgia e la Sofistica”. Nel 2004 e nel 2005 Coordinatore didattico master di 2° livello università “Kore” di Enna; è stato Supervisore SISSIS a contratto presso università di Catania e assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Lentini. Dal 2009 Dirigente scolastico prima a Cremona e ora Paternò.

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