Il momento della verità, la punta dell’iceberg, la madre delle partite in tutti i sensi. Domusbet Catania e Terracina ancora una volta contro, un nuovo capitolo da scrivere e l’ennesimo titolo da assegnare. Una storia infinita, con colpi di magia, ed emozioni. La quinta per i rossazzurri, finali consecutive in Coppa Italia, un record ma con un fantasma da sfatare le quattro sconfitte negli ultimi quattro anni con due di queste con Terracina a godere.

 

Storie diverse, storia da scrivere e raccontare. Un fattore in più? Terracina gioca in casa, bolgia all’Arena Guarneri, un quid ed incognita difficile da decifrare. Come la bomba di Gabriel dopo appena trenta secondi che consegnava il vantaggio alla Domusbet Catania. Terracina si infiammava sospinta dal pubblico: Stankovic provava due volte ma Del Mestre faceva buona guardia, prima della disattenzione di Catania. Palmacci lanciato a dovere eludeva Platania e depositava il pareggio. Qui Terracina provava a spaccare la gara, ma i rossazzurri tenevano e provavano con Rodrigo ma senza fortuna. Della Negra gestiva Platania e Gabriel rendendo la squadra di Del Duca poco pericolosa fino al fischio della fine del primo tempo.

 

Della Negra nella ripresa provava la doppia mossa Platania dietro e Gabriel esterno, ma dopo sei minuti la prima vera palla gol, dopo un tentativo di Zurlo in rovesciata, era di Frainetti che sfiorava la rete. Profumo di gol però per gli uomini di Del Duca che sfruttavano un’ingenuità della difesa etnea con Olleja che trovava il gol del sorpasso e senza mezze misure andava ad esultare dentro la panchina catanese arrampicandosi sopra la seduta di uno dei giocatori rossazzurri senza il minimo intervento arbitrale, assurdo. Della Negra metteva dentro Zurlo e chiedeva più spazio in ampiezza: così dall’errore di Corosiniti di testa Zurlo trovava il palo opposto per il 2-2. Colpo di testa restituito purtroppo con l’intuizione di Stankovic che entrava in traiettoria bucando Del Mestre, 3-2 Terracina. A tre minuti dal termine Fred in mediana veniva anticipato, ma da terra Del Duca scalciava Fred sotto gli occhi del direttore di gara. Libero centrale per Catania e occasioni sisma che Fred non sbagliava per il 3-3.

Clima incandescente e surreale, minacce in tribuna vip, ci chiediamo se fossero tutti autorizzati, contro la panchina del Catania e arbitri e acqua tirata contro giocatori e allenatore. Clima rovente e naturale rigore concesso a Terracina dove Palmacci trasformava il 4-3.

 

Ripresa? Ancora con il festival delle tribune che mettevano pressione alla gara. Non si gioca più una partita di beach soccer. I rossazzurri non riuscivano più a giocare. Due liberi concessi sulla spinta del pubblico e trasformati da Terracina per il 6-3 finale che tagliava le gambe alla Domusbet Catania. Vinceva Terracina ennesima beffa per gli etnei che incassano la quinta finale senza successi. Ma tra spettacolo e beach tempo ne passa, oggi chi vince e’ il Terracina per tanti motivi poco di campo o influenzati dal campo.

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