Sono passati 50 anni e si ascoltano ancora dovunque: alla radio, negli spot, al supermercato, loro proprio loro o coverizzati da qualcuno.

I baronetti tagliarono in due la storia della musica e contribuirono a una rivoluzione del costume che nei loro anni iniziali fu tumultuosa, implacabile: le frangette, gli stivaletti a punta col tacco, i contegni sfacciati e provocatori, le masse urlanti di fans, i primi significativi concept albums, la fame di oriente, la vena melodica straordinaria, le soluzioni timbriche e ritmiche, tutto frullato dentro ad una capacità di stare sempre un passo avanti e di proporsi come cantori di una giovinezza capace di una dimensione culturale.

Il fenomeno Beatles trascende i confini generazionali e geografici: si situa in quella magica area in cui tutto quello che c’è è prezioso, unico. Avvinti da un destino capriccioso – fino al limte della tragedia – i 4 di Liverpool affiorano dalle labbra di settantenni nostalgici come da quelle di adolescenti formati all’hip pop e al al rap. Senza cedimenti. Pensare che Byrds, Rolling Stones, Kinks, Animals, Who – pur nella loro diversità – non sarebbero esistiti senza di loro, ovvero senza la loro forza propulsiva, non è retorico.

Come scegliere fra i loro tanti meravigliosi albums? Sergent Pepper? O il White Album? Troppo prevedibile: sono forse i capolavori indiscussi. E allora, che sia Rubber Soul, con i primi grossi spruzzi acidi di psichedelia, con quella meraviglia acustica che è Norwegian Wood (ascoltatela in vinile!!), o la dolce malinconia di Michelle, o la sapienza timbrica di The word, di cui la jazz singer Judy Niemack propose una versione – una ventina d’anni fa – da pelle d’oca!

La loro storia, tutta, è raccontata con dovizia di immagini spesso esaltanti e spesso toccanti nella Beatles Anthology, dvd collection che ha pure il merito di aprire sapidi siparietti sulla loro vita privata, con il salato e il dolce al punto giusto: George, il timido e mistico, ne esce come un gigante sottovalutato.

Ma attenzione: se volete fare invece un tuffo nell’atmosfera beatlesiana in un modo veramente creativo, allora è Across the universe, di Julie Taymor, che dovete vedere: immagini, colori, emozioni e musica allo stato puro, con un cast in stato di grazia e una soundtrack da urlo.

Yesterday…., immagini fra simbolo e mito, è invece il libro, ovviamente fotografico, che si divora in un tempo inversamente proporzionale a quanto si amano John, Paul, George e Ringo.

Dimenticavo: Yesterday è forse la loro canzone più bella. Se ne contano, nel mondo, alcune migliaia di versioni!

A proposito dell'autore

Esperto in processi di comunicazione, psicologo

Si laurea in psicologia sperimentale a Roma. Dopo esperienze lavorative nell’ambito psicopedagogico inizia la sua attività in ambito sanitario. Contemporaneamente collabora con l’Università di Roma prima e di Catania poi come cultore della materia. Dal 2003 al 2009 è docente a contratto di psicologia della comunicazione presso la Kore di Enna. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici e due volumi, uno su “Le strutture profonde della comunicazione” e l’altro su “il corpo disabitato: fenomenologia del fitness”. Dal 2008 cura i processi comunicativi dell’ASP 7 di Ragusa. Dal 2011 svolge attività pubblicistica per testate on line e la rivista “Le Fate: identità e cultura siciliane”. L’area dei suoi interessi va dalla filosofia alla musica al cinema.

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