Dal melodramma del sommo Bellini alla moderna opera lirica di William Grosso, passando per la vena melodica di Emauel Calì. Terra di musicisti come poche altre città della Penisola, Catania vanta i natali di una pletora di compositori, alcuni dei quali giustamente assurti nel firmamento della storia della musica, a partire dall’astro più luminoso, Vincenzo Bellini appunto. Ed è proprio per esplorare la città e il suo paesaggio sonoro, in un ininterrotto dialogo tra passato e presente, tra tradizione e modernità, che lunedì 5 maggio al Katane Palece (ore 19:30) la società catanese “Amici della Musica” concluderà la rassegna concertistica 2013-2014 con un recital nel corso del quale saranno proposte le musiche di tre compositori del capoluogo etneo, uno per ogni secolo.

Si comincerà con l’Ottocento nel segno del Cigno, proprio dall’opera dedicata ai catanesi, “I Capuleti e i Montecchi”, per lasciare poi spazio ad alcune pagine immortali del capolavoro, “Norma”, e della più rara “Beatrice di Tenda”. Una chicca del Novecento, la mattinata “E vui durmiti ancora”, composta da Gaetano Emanuel Calì nel 1910, nel corso di un soggiorno a Malta, schiuderà le porte delle romanze da salotto di primo Novecento.

Ma è tutta da scoprire la seconda parte del concerto, interamente dedicata a William Grosso, giovane ma già affermato compositore, oltre che pianista, cantante e organizzatore musicale, con la sua “Sicilian Opera Academy”. Applaudito dalle platee di New York e di Los Angeles, infaticabile promotore di concept concerts nel segno della contaminazione tra vari generi musicali, Grosso ha già al suo attivo musica sacra – tra cui uno “Stabat Mater” e una “Missa Brevis” – come colonne sonore di film e di libri – “Ombre di realtà” di John Real e “Note di passaggio” di Cinzia Accetta – ma soprattutto musiche popolari siciliane e opere liriche. Tra queste ultime merita una menzione particolare “Il sole nero”, di cui ha scritto libretto e musica, e che dopo il debutto torinese, nell’autunno del 2013, è stata recentemente ripresa a Catania in marzo. L’opera racconta il sensuale, indistruttibile legame tra il poeta Morgan e il vampiro Helios nel segno di una cantabilità melodica di scuola italiana.

Di questa ampia produzione William Grosso presenterà un’articolata silloge, anche nella veste di pianista, con il contributo di un quartetto vocale che ha già collaborato con lui e annovera nomi di spicco come il soprano Carmen Salamone, il mezzosoprano Sonia Fortunato, il tenore Agatino Reitano e il baritono Giovanni Di Mare.

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