BELPASSO – E’ arrivato il momento tanto atteso, la svolta nella lotta al randagismo, mercoledì 15 luglio sarà inaugurato l’ambulatorio veterinario per le sterilizzazioni. L’obbiettivo è stato raggiunto grazie a diversi provvedimenti messi in atto dall’Amministrazione comunale per arginare il fenomeno che dilaga nelle strade di Belpasso.

Ad annunciarli il sindaco Carlo Caputo: “Per contenere questo fenomeno, che da tempo accomuna purtroppo molti Comuni del centro-sud Italia, stiamo agendo su diversi fronti con la consapevolezza che risolvere questo problema non significa automaticamente debellare la presenza di cani per le strade: oltre che contro il buon senso un’aspettativa come questa sarebbe anche contro la legge. L’obiettivo – prosegue il primo cittadino – è quindi intervenire sul numero di cani in circolazione, agendo con le sterilizzazioni e monitorandoli grazie ai nuovi microchip”.

Il primo dei provvedimenti che vanno in questa direzione è l’apertura dell’Ambulatorio Veterinario – Centro del Randagio in Via I Retta Ponente, la cui inaugurazione è fissata a mercoledì alle ore 18.00. In questo locale, l’unico comunale della Provincia di Catania, attrezzato all’uopo, saranno effettuate le sterilizzazioni sui randagi grazie al coordinamento delle associazioni volontarie dotate di personale qualificato.

È già iniziata da qualche giorno a Belpasso, l’applicazione degli speciali collari rossi distintivi sui cani sterilizzati e microchippati e quindi registrati all’anagrafe canina del Comune: i suddetti collari segnalano ai cittadini che i cani in circolazione sono sotto controllo e idonei alla deambulazione. Contestualmente il Comune ha provveduto all’acquisto del lettore di microchip indispensabile per il monitoraggio dei quadrupedi sul territorio.

“Ai cittadini – conclude il sindaco Caputo – vorrei infine ricordare che i cani, per legge e per buon senso, possono essere ‘rinchiusi’ solo se mordaci e ammalati, circostanze che possono essere certificate solo dai veterinario ASL. Attualmente il Comune di Belpasso ha in canile ben 98 cani, che rappresentano un costo non indifferente: non ha dunque senso pensare di poter debellare il fenomeno del randagismo rinchiudendo indiscriminatamente in canile ogni cane in circolazione”.

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