BELPASSO – La Regione Siciliana è stata condannata a versare al Comune di Belpasso una quota pari ad € 1.938.400,00 a titolo di risarcimento per l’occupazione di un terreno di proprietà del Comune da parte dell’ex ASI (Area di Sviluppo Industriale) al fine di realizzarvi dei capannoni industriali: a sancire la vittoria processuale del Comune di Belpasso è stata la sentenza numero del 30 del 2016 del Consiglio di Giustizia Amministrativa, pubblicata lo scorso 8 febbraio.

Il sindaco Carlo Caputo ricostruisce così la vicenda: “Nel 2000 un terreno di proprietà del Comune di Belpasso venne occupato dall’ASI per realizzarvi dei capannoni. I suddetti capannoni vengono effettivamente realizzati senza che sia mai stato emanato un regolare decreto di esproprio da parte della Regione Siciliana: Il Comune insomma perde terreno di proprietà ma non incassa nulla”.

Ben presto il Comune di Belpasso, nel frattempo guidato dal sindaco Alfio Papale, intraprende le dovute vie legali ed ottiene una prima importante vittoria quando il TAR, con sentenza n. 893 del 2011, riconosce l’illegittimità della procedura di occupazione dei terreni da parte dell’ASI.

“Qualche mese dopo la mia elezione a sindaco nel 2013 – prosegue Caputo – giunge alla mia attenzione una richiesta di transazione da parte dei legali dell’ASI, già sottoposta alla precedente Amministrazione, con la quale si intende chiudere la partita con un deposito di euro 442.800,00 mila. Convinto della assoluta inadeguatezza della cifra proposta, con il conforto dei legali del Comune, decido di rinunciare all’offerta e di proseguire con gli altri gradi di giudizio”.

La sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa dello scorso 8 febbraio ha sancito definitivamente la bontà di quella scelta tattica: “Qualcuno – conclude il primo cittadino – criticò questa mia scelta, ma oggi è un dato di fatto che il Comune di Belpasso ha acquisito il legittimo diritto a ricevere la somma di euro 1.938.400,00 che – considerando gli interessi, la rivalutazione monetaria ed il risarcimento danni per il mancato possesso di quell’area per oltre quindici anni – potrà alla fine superare i 3 milioni di euro, cioè una cifra circa sei volte superiore rispetto alla proposta transitoria di 442 mila euro.

Certo, considerando tutti i tempi tecnici, queste somme non giungeranno in cassa prima di un anno e mezzo, ma è stato comunque dimostrato che a Belpasso si amministra e si fa politica nell’esclusivo interesse della Città e della legalità senza riguardo particolare per nessuno: per questo mi corre l’obbligo di ringraziare i legali ed il dirigente comunale che hanno supportato, sostenuto e guidato dal punto di vista procedurale questa grande azione di giustizia a vantaggio dei belpassesi”.

 

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