Riceviamo e pubblichiamo.

Il ministro Franceschini attinge  a piene mani al modello siciliano per la sua riforma dei beni culturali, recependo gli aspetti più innovativi della nostra specificità, dall’autonomia dei parchi e musei alla Soprintendenza unica a tutela di una visione di insieme tra valorizzazione e custodia.

In Sicilia,  invece,  si propone l’ennesima riforma confusa, inutile e dannosa, sintomo di una assoluta  mancanza di cultura di Governo.

Peraltro una proposta che non può scavalcare il Parlamento regionale e non aprire un dibattito tra le straordinarie professionalità di cui è dotata l’amministrazione regionale dei beni culturali, mortificando  le Soprintendenze  e allo stesso tempo creando una confusione totale tra vecchie e nuove competenze territoriali.

Infatti in una fase come questa  nella quale ancora non si è dato un assetto definitivo alle ex Province siciliane, in luogo delle quali la Legge regionale  15/2015 ha istituito i liberi Consorzi e le Città metropolitane i cui perimetri saranno diversi, in molti (e non marginali) casi da quelli delle preesistenti province, sono stati istituiti undici Poli museali coincidenti col superato assetto territoriale.  Infatti, l’ipotesi di “riforma”sui beni culturali avanzata dal governo Crocetta non tiene più conto  del legame identitario tra istituti e luoghi della cultura presenti nel territorio di competenza. Ragione per la quale, saranno mortificate realtà di grande rilevanza come i musei Salinas, Orsi, Abatellis, assorbiti in modo indifferenziato all’interno dei poli Museali.

La Regione avrebbe fatto bene ad  applicare finalmente le innovative norme esistenti, come quella relativa alla istituzione dei parchi archeologici, per cui la Sicilia grazie alla Legge Granata (la n. 20 del 2000),  ha anticipato di ben 16 anni ciò che sta facendo adesso il Mibact. Ed invece, i Parchi già istituiti verranno assorbiti nei poli secondo un criterio strampalato e non omogeneo. Un esempio? Ad Agrigento avremo da una parte il Parco della Valle dei Templi e dall’altra il Museo archeologico. A  Siracusa il contrario, confluendo nel polo sia il Museo Orsi che i tre Parchi archeologici in corso di istituzione. A Messina il Polo museale  da una parte e dall’altra il Parco archeologico di Naxos. A Palermo e Siracusa due differenti poli, uno per i siti culturali e uno per i parchi e musei archeologici.

Una confusione e un caos all’altezza della “cultura di Governo”di Crocetta e della sua Giunta.

#Diventeràbellissima proporrà nelle prossime settimane un incontro con tutte le professionalità dei beni culturali nell’Isola per opporsi a questa sciagurata ipotesi e lanciare alcune semplici e condivise proposte.

Nello Musumeci
Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi