di Elisa Guccione

Foto servizio di Vincenzo Musumeci

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ph Vincenzo Musumeci

CATANIA- Grandi occhi furbi e vispi che guardano lontano nutrendosi di musica. Appare così Bianca Atzei giovane promessa della musica italiana che, reduce da Sanremo 2015, fa tappa a Catania per presentare, direttamente dal palco di Insieme, la popolare trasmissione siciliana, il suo primo disco, “Bianco e Nero”. Poco prima che si accendano i riflettori sul palco dell’ABC, tra tecnici e fans curiosi armati di macchina fotografica, impariamo a conoscerla meglio.

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-Partecipa a Sanremo 2015 direttamente tra i big, suscitando pareri contrastanti. Come mai, secondo lei, tutto questo clamore?

“Molti hanno imparato a conoscermi grazie a Sanremo. Non arrivando da un talent non penso di avere qualcosa in meno rispetto a chi vi partecipa o lo vince. Le critiche di chi non sapeva chi fossi sono state giuste, perché la televisione dà tanta visibilità. Sono solo percorsi diversi e modi differenti di fare gavetta. Spero, con il mio debutto sul palco dell’Ariston, di aver trasmesso delle emozioni”.

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-Dopo tanti anni di lavoro Bianca Atzei dà alla luce il suo primo album “Bianco e Nero”. Un cd con ben venti brani …

“È il mio gioiellino nato da tanta fatica. Mi reputo una persona fortunata, perché al mio fianco ho avuto persone forti come il mio manager, Lorenzo Surace, che mi ha supportata ed aiutata con grande tenacia, dandomi la possibilità, insieme al produttore Diego Calvetti, di  creare e dare vita a questo progetto. Abbiamo messo i singoli che sono usciti in questi anni e altri brani, per me, molto significativi”.

-A quale di queste canzoni è più affezionata?

“Mi piacciono tutti ma, forse, sono più legata ad “In un giorno di sole”, che ho scritto per la mia amica che non stava bene. Ho vissuto questo problema giorno e notte con lei. È un messaggio positivo per tutte le persone che combattono ed affrontano un grave problema di salute e sono sicura che la musica può aiutare tanto”.

-L’incontro con Kekko Silvestre dei Modà è stato fondamentale per la sua carriera. Ci racconta com’è avvenuto?

“Tutto risale al primo Sanremo presentato da Gianni Morandi. Mi sono iscritta alle selezioni dei giovani, ma non fui scelta. I provini si potevano, però, vedere sul web. Kekko stava ascoltando le esibizioni. Quando sentì la mia canzone andò dal suo manager, che poi era anche il mio, e disse: “Mi piace questa ragazza prendiamola”. Il mio produttore fece in modo di creare quest’incontro e nacque così la nostra collaborazione. Kekko ha creduto in me sin dall’inizio e ha voluto riprendere “La gelosia”, il brano scartato, ed è nato il duetto. Da quell’incontro arriveranno anche “La paura che ho di perderti”, la partecipazione durante i concerti dei Modà fino a cantare a San Siro”.

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-Cantare davanti alla platea del San Siro o all’Arena di Verona con Gianni Morandi e vedere tutta quella moltitudine di persone che la guardano e ascoltano che effetto le ha fatto?

“Ero felice ed emozionata, ma non avevo imbarazzo. Ogni persona era un puntino di luce meraviglioso. Stavo bene”.

-Nessun imbarazzo neanche sul palco della città dei fiori?
(ride)

“È un’altra cosa. All’Ariston sei assalito da mille dubbi e pensi, almeno all’inizio, a tutto tranne che a cantare, probabilmente, perché Sanremo è Sanremo”.

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-Cosa si aspetta da questo nuovo orizzonte che si sta prospettando davanti a lei?

“Dalla vita non mi aspetto mai niente, però mi farebbe molto piacere, mi riempirebbe di gioia, vedere tante persone che cantano le mie canzoni. La musica è tutta la mia vita ed è l’unica cosa che mi rende felice”.

Elisa Guccione

Foto servizio Vincenzo Musumeci

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