BIANCAVILLA – Il CAF (common Assessment Framework), è la più importante valutazione europea finalizzata all’autovalutazione e al miglioramento continuo verso l’eccellenza. Sulla base di alcuni indicatori vengono individuati i punti di forza e i punti di debolezza di una pubblica amministrazione. Si fonda sul principio che i risultati eccellenti relativi alla performance organizzativa, ai cittadini-clienti, al personale, e alla società si ottengono attraverso una leadership che guidi le politiche e le strategie, la gestione del personale, delle partnership, delle risorse e dei processi. Il 2° Circolo Didattico di Biancavilla avendo già intrapreso il percorso di miglioramento secondo il progetto CAF, a seguito di una visita ispettiva dei rappresentanti dell’EIPA ( European Institute of Pubblic Administration) e dell’EFQM ( European Foundation for Quality Management) avvenuta nel luglio del 2013 ha ottenuto l’attestazione CAF ed è l’ unica scuola in Sicilia, che è stata selezionata per diffondere e testimoniare la propria esperienza sull’uso del modello CAF nel campo dell’amministrazione scolastica, a livello europeo. Come amministrazione siciliana ha partecipato al 6° Evento Europeo CAF che si è svolto a Roma il 14 novembre in occasione del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, nell’ambito del Progetto Miglioramento delle performance delle istituzioni scolastiche. L’evento è tornato in Italia, dopo 11 anni dalla sua prima edizione tenutasi a Roma nel 2003 e dopo le edizioni tenutesi in Lussemburgo (2005), Portogallo (2007), Romania (2010), Norvegia (2012), nel momento in cui i CAF user inseriti nel database dell’EIPA sfiorano le 4000 unità per un totale di 45 paesi. “Impacts and results with CAF” è stato il titolo dell’evento che in questa sesta edizione ha concentrato l’attenzione sui risultati di performance raggiunti attraverso l’utilizzo del modello, con particolare riferimento alle organizzazioni del settore scolastico. La scelta del settore è stata fatta in considerazione della sua rilevanza e anche dei significativi risultati di diffusione del modello che lo caratterizza sia a livello europeo che a livello nazionale. L’evento è stato rivolto ad esperti del settore scolastico, esperti nazionali delle politiche di supporto all’utilizzo del CAF, rappresentanti di scuole e altre amministrazioni che hanno utilizzato il modello con l’obiettivo di favorire la più larga condivisione e il più ampio confronto con tutti gli attori a diverso titolo interessati. L’organizzazione in sessioni plenarie e parallele ha fornito l’occasione innanzitutto, per riflettere sul contributo del modello CAF al miglioramento continuo delle performance attraverso un’apposita indagine realizzata, coinvolgendo 6 diversi Stati Membri, ed ha coinvolto 156 organizzazioni del settore educativo. Per il nostro paese l’evento si è collocato in una fase importante di riflessione con il lancio recente della cultura della “Buona scuola”, all’autovalutazione come base per l’attivazione di processi di miglioramento continuo.
Abbiamo posto alcune domande alla Dirigente scolastica Simona Perni in merito alla certificazione CAF.

Quale era la maturità organizzativa prima dell’utilizzo del CAF?

Prima dell’utilizzo del Caf, la scuola da anni, sin dal 2000, aveva seguito altri modelli di eccellenza, la ISO ci ha spiegato come le regole, procedure e processi ci servivano per raggiungere qualità nei risultati, perché ci portava ad auto valutare, pianificare, organizzare e gestire il cambiamento all’interno della Direzione e Rappresentante del Sistema Qualità. Tutto il personale, compreso il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) partecipava non nella fase di pianificazione bensì nella esecuzione del controllo dei processi. Non c’era un reale coinvolgimento perché spesso non si conosceva l’intrinseca motivazione che portava a miglioramento continuo perché non si partecipava all’ autovalutazione e poi quel sistema era stato applicato nella scuola primaria, lasciando isolata la scuola dell’infanzia dove si operava con un uguale impegno e attenzione verso i servizi offerti. La scuola acquisendo consapevolezza dell’importanza di un percorso di autovalutazione per il miglioramento delle performance e il raggiungimento dell’eccellenza, ha deciso di seguire il modello CAF, sicuramente più rispondente alle esigenze della scuola.

Quali miglioramenti sono stati introdotti nel ripetere il processo di autovalutazione nel corso del tempo?

Abbiamo affrontato solo una volta il processo di autovalutazione CAF: il prossimo lo faremo nel corso dell’anno scolastico 2015-2016.Il processo di autovalutazione è un esame critico e serve per rimettere in questione il nostro operato e conoscere meglio i nostri risultati, con uno spirito di squadra orientato alla costruzione comune del miglioramento. Lo scopo è quello di raggiungere indici di eccellenza, anche se riteniamo che l’eccellenza non si identifica con un risultato preciso e ben definito, ma sia la conseguenza di un percorso orientato al miglioramento che non finisce mai e che si va sempre arricchendo ogni qualvolta lo si affronti. La qualità è un percorso a tappe, dove un traguardo raggiunto rappresenta il punto di partenza di un altro obiettivo un po’ più ambizioso del precedente. La scuola si prepara alla prossima valutazione sia attraverso l’autovalutazione della soddisfazione interna ed esterna, sia attraverso la valutazione delle situazioni di compito per lo sviluppo delle competenze nella scuola dell’infanzia e primaria, sia attraverso la valutazione dei risultati delle prove nazionali standardizzate (prove Invalsi). I risultati vengono condivisi negli organi collegiale e diffusi nel sito della scuola e servono come riflessione per avviare azioni di miglioramento tempestive secondo la logica del PDCA (Plan-Do-Check-Act).

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E’ cambiata la cultura della misurazione nella sua scuola a seguito dell’utilizzo del CAF?

Sì, poiché l’utilizzo del CAF sottolinea l’importanza della capacità di misurazione delle performance e soprattutto: misurazione, valutazione della performance organizzativa e individuale del Dirigente e del personale; pianificazione di azioni, controllo e misurazione dell’effettivo grado di raggiungimento di quest’ultime nel rispetto delle fasi e dei tempi previsti, degli standard attesi; l’efficienza e l’impiego delle risorse con riferimento alla riduzione di spese e di costi e di ottimizzazione dei tempi; rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e del servizio offerto; la modernizzazione e l’innovazione dell’organizzazione; sviluppo di competenze professionali del personale attraverso corsi di formazione e di addestramento; definizione e assegnazione di obiettivi strategici che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori per soddisfare i bisogni dei portatori d’interesse interni ed esterni; monitoraggi in corso e attivazione di eventuali interventi correttivi; trasparenza e condivisione.

Anita Rapisarda

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